Gli aerei alimentati da olio da cucina diventano realtà

di Marco Mancini Commenta

aerei alimentati olio da cucinaDue mesi fa vi avevamo riportato di un aereo che aveva percorso, in via sperimentare la tratta Washington-Tokyo alimentato da olio da cucina. Sembrava un evento eccezionale che, come tanti altri simili, non si sarebbe ripetuto. Ed invece in America questo potrebbe presto diventare il nuovo carburante. Qualche settimana fa l’Alaska Airline aveva replicato l’impresa facendo registrare un -20% di emissioni nocive; stavolta è toccato alla Air Canada che ne ha fatte registrare addirittura il 40% in meno.

E’ di qualche giorno fa infatti il primo volo commerciale, dopo i test, tra Toronto e Città del Messico, alimentato da un mix tra normale carburante ed olio da cucina esausto. Il risultato è stato eccezionale: 40% di emissioni in meno rispetto al solito. Ciò è dovuto al minor utilizzo del carburante classico visto che l’olio non emette CO2  ed altri componenti nocivi.

Il biocarburante è fornito dalla società SkyNRG che non fa altro che ritirare l’olio da cucina esausto dalle case dei canadesi. Il suo utilizzo fluidifica il carburante tradizionale, permettendo alla compagnia aerea di bruciarne di meno durante il volo. Ma l’Air Canada non vuole fermarsi qui. La sua tradizione ecologista va avanti sin dal 1990. Da allora e prima di questa sperimentazione il taglio delle emissioni è stato del 30%, e secondo Duncan Dee, Executive Vice President e Chief Operating Officer della compagnia, i prossimi voli saranno sempre più verdi.

L’Air Canada per tutto il congresso di Rio+20 dei giorni scorsi ha utilizzato questi biocarburanti nei collegamenti tra Toronto e Rio de Janeiro, ed ha intenzione di sfruttarli anche successivamente visto che si può ancora migliorare. Durante i test infatti era stato registrato un taglio del 50% delle emissioni, ed è il prossimo obiettivo verso cui l’azienda punta. L’ultimo sarà di rendere i voli completamente carbon-neutral, ma per questo ci sarà tempo.

[Fonte: Treehugger]

Photo Credits | Getty Images

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