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Agricoltura, l’Europa avvia una rivoluzione green

 
Marco Mancini
2 giugno 2012
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agricoltura europa rivoluzione greenPer cercare di migliorare la produzione, ma soprattutto l’efficienza dell’agricoltura europea, il Parlamento di Bruxelles sta discutendo da tempo di introdurre delle nuove norme che possano disciplinare meglio tutto il comparto. Queste si possono sintentizzare in tre punti fondamentali che, se seguiti correttamente dagli agricoltori del Vecchio Continente, darebbero anche diritto ad alcuni sussidi. Vediamo quali sono.

Prima di tutto, ridurre la produzione alimentare. Ogni anno infatti vengono distrutte tonnellate di cibo perché rimangono invendute e per mantenere i prezzi sopra un certo livello. Ed il paradosso è che mentre da una parte del mondo si distrugge il cibo, dall’altra c’è gente che muore di fame. Quindi l’idea è di produrre di meno per produrre meglio.

Secondo punto è aumentare la burocrazia, e questo si incastra con il terzo che è la tutela dell’ambiente. Anche se da più parti in altri settori si chiede di tagliarla, qui si tenta di dare delle regole ben precise. Queste mirano ad una tutela maggiore della biodiversità, sia faunistica che vegetale, e le nuove regole dovrebbero prevedere un 7% di terra incolta per ogni proprietà, la coltivazione di almeno tre diverse colture per ogni azienda, concedere le terre al pascolo e la necessità di realizzare una sorta di comitato scientifico per la tutela delle specie protette per evitare l’assegnazione arbitraria di territori che, seppure con finalità virtuose come la tutela di una specie, poi si rivelano inadatti a tale scopo.

Ovviamente, come sempre accade in questi casi, le nuove regole non vanno bene per tutti. C’è chi parla di troppa rigidità, chi dell’assurdità che valgano le stesse regole in Finlandia ed in Sicilia. La richiesta più impellente è che si trattino i singoli casi delle singole aree del Continente in maniera “personalizzata”, anche se bene o male le tre regole di base dovrebbero rimanere intatte, anche se adattate. Ad ogni modo la Commissione Europea ha già deciso che chi non rispetterà queste norme subirà un taglio dei sussidi del 30%. Sempre che entrino davvero in vigore.

[Fonte: The Guardian]

Photo Credits | Thinkstock

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