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Al Gore, riscaldamento globale: “Siamo al punto di non ritorno”

Al Gore. Lui è un premio Nobel (per la Pace), chiamato da Obama per le questioni ambientali,oltre ad essere molte altre cose (proprietario di Current, sbarcato anche qui con Current Italia, nonché uno dei vicepresidenti più influenti della storia americana). Ed è proprio Al Gore a lanciare, di fronte al Congresso americano ieri, l’allarme: il riscaldamento globale è ormai prossimo ad un punto di non ritorno. Tradotto: i danni all’ambiente starebbero per diventare, senza appello, irreversibili.

Per Al Gore non c’è più tempo: l’accordo, l’azione, soprattutto a livello internazionale, deve essere raggiunto entro il 2009. Un j’accuse ambientalista: il suo paese, l’America, si fa prestare denaro dalla Cina, e con quel denaro acquista il greggio dal Golfo Persico. E quel petrolio, dal quale gli Usa dipendono e che brucia, è la distruzione della Terra (“la nostra casa). E poi c’è la crisi, non dimentichiamolo.


Un allarme che si tradurrà nei fatti, ora che Obama è alla Casa Bianca?



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Commenti:

Sono stati scritti 3 commenti su "Al Gore, riscaldamento globale: “Siamo al punto di non ritorno”"

  1. [...] Riscaldamento globale, ancora lui, il primo indiziato in quella che è una vera e propria scia di morte e distruzione della flora e della fauna terrestre. Recenti studi hanno infatti indicato che gli alberi stanno subendo un vero e proprio massacro a causa degli stravolgimenti climatici in corso e dell’aumento sconsiderato e progressivo delle temperature. [...]

  2. [...] stiamo tanto a preoccuparci che il riscaldamento globale sopra i 2 gradi centigradi sia pericoloso per la sopravvivenza umana, non è detto che questo [...]

  3. [...] Quest’anno in tutto il mondo i prezzi del caffè sono lievitati, rispetto agli altri anni. La causa è stata una bassa resa delle coltivazioni, specie in Sud America, che pare non dover finire qui, ed anzi peggiorare negli anni a venire. In particolare il problema è un insetto che pare infestare le coltivazioni, e proliferare grazie al riscaldamento globale. [...]




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