Allarme diossina in Campania: Rischio sempre più alto

di beny 11

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In Campania si fa sempre più alto il rischio diossina. Non si riesce a risolvere il problema rifiuti, c’è chi cerca di cancellare il problema a modo proprio, ovvero appiccando il fuoco all’enorme massa di spazzatura che ormai i Campani si ritrovano come paesaggio naturale. I roghi così causati, provocano allarme creando diossina e altre polveri sottili come piombo e cadmio, facendo male ancora una volta al nostro ambiente e a tutti noi.
L’allarme diossina, così, sale di giorno in giorno e crea tensione sia tra gli ecologisti, che conoscono bene il pericolo che può avere l’ennesima nube tossica sul nostro pianeta, e sia nel popolo, perchè cresce il dilagarsi di malattie tumorali che già oggi affliggono in gran parte la popolazione. Ma ritorniamo alla nube tossica composta dalla diossina, che è il più potente cancerogeno sintetico. La diossina contamina l’ambiente per secoli, poichè si accumula nelle falde acquifere rendendo in questo modo pericoloso ogni tipo di prodotto agricolo.


Sarebbe la soluzione più giusta allora costruire i termovalorizzatori?
In alcuni casi i termovalorizzatori sono stati molto importanti, come nel caso di Milano: nel 1995 l’uso dei termovalorizzatori ha scongiurato una crisi simile a quella che sta investendo la Campania in questi giorni. Si dice, però,che anche i termovalorizzatori producano diossina, ma sicuramente i fumi che escono dalle loro canne sono depurati e filtrati maggiormente rispetto all’incendiare l’immondizia per strada. Oltretutto il termovalorizzatore servirebbe anche per la creazione di energia e quindi alla creazione di luce e di aria calda per i caloriferi della Campania. Bisogna iniziare una battaglia partendo dalla raccolta differenziata con la sensibilizzazione di tutti i cittadini.

Tutti possiamo dare una mano all’ambiente.

Si potrebbe sensibilizzare la popolazione all’uso di nuovi macchinari come il dissepatore

Il dissepatore non è altro che un tritarifiuti che disintegra l’umido trasformandolo in liquido biodegradabile e pertanto non inquinante, viene attaccato semplicemente ai comuni lavelli che tutti abbiamo in cucina. Con tale sistema si dovrebbe smaltire solo il secco perchè l’umido non sarebbe più un problema. Si sa che in America l’80% della popolazione lo utilizza. Perchè non usarlo anche in Italia??

Commenti (11)

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