Allarme oceani, stanno crescendo più del previsto

di Paola P. 9

L’avvertimento lo stanno dando sempre più scienziati in tutto il mondo. La crescita del livello dell’acqua degli oceani era prevedibile, a causa dello scioglimento dei ghiacciai, ma non in maniera così massiccia come quella che si sta verificando in questo momento.

E anche la temperatura non aiuta. Infatti anche il calore degli oceani è aumentato fino addirittura a raddoppiare negli ultimi 40 anni, mettendo a rischio centinaia di specie che rischiano l’estinzione, o per cui è già troppo tardi. A lanciare l’allarme sono i metereologi americani e australiani, che puntano il dito sul riscaldamento globale.


Il pericolo, a detta degli scienziati, è che con l’aumento delle temperature marine i ghiacciai, che non sono soltanto nelle regioni del Polo Nord o Sud, ma anche molto più vicini ai centri abitati, rischiano di sciogliersi più rapidamente del previsto, portando ad un aumento di inondazioni (e ultimamente ne stiamo già avendo alcune) che metterebbero in serio pericolo intere regioni che sono al livello del mare o che si trovano vicino al delta dei fiumi. Addirittura si rischierebbe che interi arcipelaghi potrebbero scomparire nel giro di poche decine di anni.

Uno degli aspetti tristi di questa faccenda è che non è detto che le zone a rischio siano soltanto quelle limitrofe ai ghiacciai, perchè l’innalzamento del livello del mare avrebbe ripercussioni in tutto il mondo. La dimostrazione di questa teoria si potrebbe avere tra pochi anni: se il riscaldamento globale non dovesse subire una battuta d’arresto, il massiccio di ghiaccio che si trova in Groenlandia potrebbe disperdersi in mare, innalzando il livello dell’acqua di 7 metri. Le prime zone a risentirne saranno città dell’Asia del Sud come Dacca (Bangladesh) o Shangai (Cina), distanti migliaia di chilometri dal punto in cui avverrà lo scioglimento.

L’allarme servirà anche a rivedere le previsioni fatte al computer, considerate troppo “ottimistiche” da parte di questi scienziati, che accusano i fautori di queste previsioni di sottovalutare il problema, e quindi di contribuire al rallentamento della ricerca della soluzione.

Fonte: La Stampa

Commenti (9)

  1. mia mamma oggi mi ha detto di iniziare a mettere da parte i soldi per la macchina… il fatto è che ho 14 anni e non credo, anzi SPERO, che per altri quattro anni si userà la macchina come si usa al giorno d’oggi… speriamo di non finire male e di trovare altre risorse più pulite ed economiche per non mettere a rischio tantissime città e isole che, se non ci sarà un cambiamento radicale, saranno sommerse… peccato era un bel mondo 🙁

  2. Caro Tommy,
    magari tra 4 anni ci saranno auto ecologiche e pulite a prezzi modici, cosa che oggi non avviene per vari interessi… si era un bel mondo, ma non disperiano ci sono tante persone che vogliono e possono fare qualcosa, come te ad esempio che sono certa capirai l’importanza di prendere i mezzi pubblici e di non inquinare inutilmente, come fanno molte persone, usando l’auto per il giro dell’isolato
    Un caro saluto
    Paola

  3. Il fatto è, cara Paola, che il Bangladesh è già sotto 20-30 cm. di acqua e queste previsioni arrivano leggermente (?) in ritardi rispetto alla velocità di alterazione che abbiamo impresso al pianeta. Un certo Roger Revel (professore universitario di Al Gore) aveva avvisato dal vicino 1957 dei probabilissimi cambiamenti climatici. causa specifica l’innalzamento dell’inquinamento atmosferico e della CO2, ma…nessuno gli ha prestato attenzione e quei pochi che l’hano fatto non erano ritenuti affidabili perchè in contrasto con alcune visioni governative ed esigenze energetiche.
    Poi, portando il massimo rispetto alle vittime innocenti delle Twin Towers, mi vien da ridere alla presunzione dell’attuale amministrazione che vorrebbe commemorare creando Ground Zero il centro di memoria permanente al fantomatico attentato (anche se la maggior parte degli abitanti il pianeta terra non la pensa così, il pianeta dove vivono loro – il PNAC – non si sà quale sia), sarà letteralmente sommerso dall’innalzamento delle acque. Ma questo non fa differenza, se pensiamo che nemmeno i cristiani hanno prestato molta attenzione alle parole esatte del loro leader, Gesu Cristo. Altrimenti il comportamento dei cristiani sarebbe l’esatto contrario. LO scioglimento della Groenlandia fermerebbe il “motore” delle correnti acquee (la più famosa è quella del Golfo), quindi tutto il meccanismo che mantiene l’andamento delle temperature degli oceani verrebbe a mancare di colpo (nemmeno gradualmente) e si entrerebbe repentinamente in una era glaciale di cui non si conoscerebbe la data di fine. In proporzione, un innalzamento di temperatura media all’equatore di 0,5 gradi, corrispopnderebbe a circa 14 gradi ai poli; questa l’opinione dei glaciologhi più accreditati, ma “illo” ha salvato gli orsi polari…
    Se poi consideriamo che il livello tra i due oceani Pacifico e Atlantico non è lo stesso perchè ci sono alcuni metri tra loro, l’effetto sarebbe più sentito proprio nell’Atlantico, in quanto i ghiacci interessati sono appartenenti a questo “bacino” che come superficie è più contenuto e ben circondato da terre emerse (quasi un mediterraneo gigante).

  4. …Andiamo Bene! :O 7Metri?

    …Tommy Mi Sa Che I Soldi Serviranno Per La Barca!!

  5. Eone, sto cercando di ritrovare un servizio su un gruppo di Italiani che ha effettuato la travesata dell’Atlantico a bordo di due Macchine a 4 ruote, sì proprio autovetture (opportunamente preparate), lasciandosi trascinare dalla corrente del golfo e venti preonderanti. Hanno impèiegato circa 3 mesi, ma sono riusciti nell’impresa. Appena lo recupero lo posto.

  6. è stata un’impresa compiuta dai fratelli Amoretti nel 1999 con una WW Passat station w. e una Ford Taunus; sono partiti in maggio dalle Canarie e sono approdati dopo 119 giorni alle Piccole Antille. In una puntata di Ulisse si è vista l’attraversata fuori dal comune (in tuti i sensi).

  7. Ciao a tutti,
    grazie sekhmet le tue osservazioni e i tuoi approfondimenti mi portano a nutrire una grande ammirazione nei tuoi confronti… non c’è limite alla cultura ma la tua è sicuramente molto vasta…e spazia molto cosa che oggi è indispensabile per evitare di rinchiudere i saperi in compartimenti stagno…
    il fatto che condividi le tue conoscenze con noi ci lusinga e spero continuerai a scrivere.
    Purtroppo, a volte non è che noi articolisti ecologisti non vogliamo rispondere, ma il fatto è che facciamo anche altri lavori per vivere… a me piacerebbe approfondire e i tuoi commenti li leggo sempre, ma spesso non ho il tempo materiale per fare ulteriori ricerche cosa che spero di fare quando questo diventerà un lavoro a tutti gli effetti…
    Per ora approfondisco nel tempo libero e cerco di interagire il più possibile con i lettori… questo blog spesso pubblica articoli su argomenti non toccati che marginalmente dagli altri media… se dai nostri articoli si trae spunto per dibattiti e discussioni e approfondimenti dei lettori, che diventano come te co-autori, non possiamo che esserne felici.
    Noi diamo l’input, non in teletext, il tema, la base da cui scaturisce il confronto e l’arricchimento di tutti noi.
    Un caro saluto
    Ps Enone la tua battuta sulla barca di Tommy mi ha davvero divertito 😀 ma temo sia vero…

  8. @ enone:
    lo stavo per dire io

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