Allergie di primavera bollettino pollinico marzo

di Valentina Ierrobino Commenta

allergie primavera bollettino pollinicoLe allergie di primavera sono in forte aumento a causa dell’inquinamento ambientale e della maggiore esposizione a smog e ad agenti inquinanti. Conoscere quali sono le fioriture e quali i pollini più presenti nell’aria permette ai soggetti allergici e a quelli più sensibili di limitare gli effetti delle allergie di primavera e di scongiurare l’aggravarsi delle patologie. Negli ultimi anni si è assistito aun aumento dei soggetti interessati soprattutto nelle grandi città dove l’inquinamento è maggiore, ma anche dove è più elevata l’umidità dell’aria e minori le precipitazioni.

Le reazioni allergiche sono dovute all’inalamento dei pollini che, le cosiddette specie polliniche, affidano al vento per la riproduzione. Abbiamo visto che il particolato diesel aggrega i pollini e rende più rapido e nocivo il loro trasporto aereo, ma non tutte le specie polliniche hanno influenza sull’uomo. Le allergie di primavera sono difatti maggiormente dovute alle Graminacee, alle Urticacee (come la Parietaria), alle Oleacee (come l’Ulivo). Ultimamente anche il Nocciolo, i Carpini (della famiglia Corilacee), i Cipressi (Cupressacee-Taxacee), l’Ontano e la Betulla (Betulacee) hanno fatto osservare casi di sensibilizzazione.

Bollettino pollinico marzoNel bollettino pollinico vengono riportati i dati raccolti dalla Rete Italiana di Monitoraggio in Aerobiologia, coordinata dall’Associazione Italiana di Aerobiologia (AIA) che riportano le concentrazioni dei pollini aerodiffusi per metro cubo di aria (P/m3). Come possiamo vedere nel bollettino pollinico di questa ultima settimana di marzo, i pollini più presenti nell’aria della maggior parte delle regioni sono quelli delle Cupressacee-taxacee, ossia degli alberi di cipresso, tasso e tuja. La loro concentrazione >90 è presente in quasi tutte le regioni del Paese con picchi molto alti nell’Italia centrale. Discreta anche la presenza di Salicacee (Pioppo) e Betulacee (Ontano nero). Per un’analisi più approfondita e per conoscere la situazione della propria regione, si raccomanda di consultare il bollettino pollinico regionale nei siti dedicati.

[Fonti: Il Polline; Pollnet]

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