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Anche le Chiese diventano Eco

 
Marco Mancini
22 aprile 2008
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L’ambiente è di tutti, dai singoli cittadini alle più grandi istituzioni mondiali. Tutti dobbiamo amarlo e rispettarlo, perchè se facciamo male a lui, lo facciamo a noi. Ma finora questa frase non valeva per tutti. Erano in molti a non curarsene, ma qualcosa sta cambiando. D’ora in avanti anche l’istituzione meno “terrena” del mondo rispetterà l’ambiente.

Lo ha dichiarato la Cei, per bocca del presidente del Pontificio consiglio per la Cultura, Gianfranco Ravasi, che vuol premiare gli sforzi compiuti da tutti i governi del mondo al fine di proteggere l’ambiente, e rappresentando uno di essi, il Vaticano, ha deciso di adeguarsi.
L’annuncio è molto semplice: le future Chiese e istituti religiosi saranno costruite con materiali, strutture e in spazi eco-compatibili. Un bel passo avanti per il governo più conservatore della Terra.


Certo, questo cambiamento non darà molto nell’occhio, visto che centinaia di migliaia di strutture della Chiesa costruite in due millenni sono sufficienti ai suoi scopi, e quindi le future costruzioni non saranno tantissime, ma è già un passo avanti. Vuol dire che i problemi dell’ambiente stanno a cuore anche alla Chiesa, e non è un’osservazione da poco.

Le nuove linee operative edilizie a cui dovranno attenersi le diocesi sono state decise e dettate direttamente dai vertici della Conferenza Episcopale di Roma e prevedono come primo obiettivo il risparmio energetico dal 30 al 70%.

L’idea comunque non riguarderà esclusivamente le nuove costruzioni, perchè si tenterà di applicare le direttive ambientali anche in caso di restauro di edifici antichi. Facendo questo, l’impatto ecologico aumenterebbe notevolmente. Al discorso di Ravasi erano presenti numerosi architetti e ingegneri di tutto il mondo, che avranno da imparare, oltre che l’arte, anche l’eco-compatibilità dalla Chiesa di Roma.
I primi due progetti dovrebbero essere applicati alla città di Bari, nel centro storico, e riguarderanno la Chiesa del Buon Pastore, costruita negli anni ’80, e un’altra di epoca medievale.
In realtà due progetti erano già stati avviati, tecnicamente in via sperimentale, a San Giovanni Rotondo da Renzo Piano e nella Chiesa del Giubileo delle Tre Vele progettata da Maier, ma vista la buona riuscita di queste costruzioni sacre, la Cei ha deciso di applicare questi criteri a tutte le prossime costruzioni, cominciando proprio da Bari.

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