Aviaria, nuovo focolaio nel ferrarese e siamo a oltre 700 mila animali infetti

di Matteo Carriero Commenta

aviariaL’aviaria è tornata in Italia, anche se non se ne parla molto. Eppure il problema è grave: è stato da poco scoperto un terzo focolaio nel ferrarese, sempre del Virus H7, e intanto a Mordano, in provincia di Bologna, inizia l’abbattimento di ben 600 mila galline. Oltre mezzo milione di animali infetti. Non sarà il caso di parlarne?

L’aviaria continua a imperversare in Italia. Scoppiata dapprima in Cina e in Medio Oriente, non ha tardato a verificarsi anche nella nostra Penisola. Prima l’abbattimento di 128 mila galline vicino Ferrara, poi la scoperta del secondo focolaio a Mordano, nei pressi di Bologna, dove è iniziata la soppressione di 600 mila galline. Neanche si fa in tempo a registrare la notizia che intanto giunge la scoperta di un terzo focolaio di nuovo nel ferrarese, a Portomaggiore, dove si contano 18 mila tacchini infetti.

L’Unità di crisi per l’Aviaria si è riunita a Bologna e ha fermamente ribadito “l’assenza di qualunque rischio per l’uomo relativamente al consumo di carni o uova”. Almeno per ora, si intende. Ora si procede con ampie restrizioni attorno ai focolai per costruire delle specie di zone cuscinetto per ostacolare la propagazione del virus H7N7. L’UE ha approvato la scelta di zone di protezione speciale attorno ai focolai.

Come mai l’interesse dell’UE? Non è solo generico: si vuole impedire che in altri stati arrivino “partite di pollame vivo, pollame pronto per deporre uova, pulcini di un giorno e uova da cova”, ricordando l’alta patogenicità del virus H7N7. Inutile dire che per la Confederazione Produttori Agricoli va tutto a meraviglia: la scoperta di nuovi casi, per la Copagri, significa che i controlli ci sono e funzionano. Dovremmo quasi rallegrarcene.

Ma in realtà c’è poco da stare allegri. Vi avevamo parlato dell’allarme FAO che aveva predetto il ritorno dell’aviaria per le condizioni disgustose degli allevamenti intensivi, ed eccola qua. La FAO chiedeva cambiamenti e migliorie, ma l’appello è rimasto sostanzialmente inascoltato, ed eccoci qua, con quasi 750 mila animali infetti da sterminare.

Photo credits | Matt MacGillivray su Flickr

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