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  • 29
  • dic
  • 2010

Biocarburante dalle alghe rosse

Di Paola P., in Biomassa.

Alghe come biocarburante? L’ingegneria metabolica crede da tempo che si tratti di un’opzione più che valida. All’Università dell’Illinois la ricerca si sta concentrando nello specifico sull’alga rossa, come potenziale materia prima del biocarburante sostenibile del futuro. I ricercatori hanno sviluppo un ceppo di lievito che può abbreviare il processo di fermentazione del galattosio.

“Quando si pensa alle colture di biocarburanti, vengono immediatamente in mente il mais, il miscanto. Ma la scelta più ovvia è la biomassa marina”, ha spiegato Yong-Do Jin, assistente alla cattedra di genomica microbica dell’ateneo.

I produttori di biocarburanti ricavati da colture provenienti da biomassa terrestre hanno  sempre avuto difficoltà a rompere le fibre e nell’estrazione degli zuccheri fermentabili. Il pretrattamento utilizzato per permettere di rilasciare gli zuccheri porta alla generazione di sottoprodotti tossici, inibendo la successiva fermentazione microbica.

Ma la biomassa marina, al contrario, può essere facilmente degradata in zuccheri fermentabili, e i tassi di produzione e la gamma di distribuzione sono superiori a quelli della biomassa terrestre. Tuttavia, creare biocarburanti dalle alghe rosse è stato finora problematico perché la fermentazione del galattosio era molto inefficiente.

Ma Jin e i suoi colleghi hanno recentemente identificato tre geni del Saccharomyces cerevisiae, il microbo utilizzato più spesso per fermentare gli zuccheri, capaci di aumentare l’efficienza della fermentazione del galattosio di ben il 250%.
Questa scoperta migliora notevolmente la redditività economica dei biocarburanti marini.

La biomassa marina è una fonte rinnovabile dalle enormi potenzialità per la produzione di biocarburanti per almeno  tre ragioni:

  1. Il rendimento della produzione di biomassa vegetale marina per unità di superficie è molto superiore a quello della biomassa terrestre.
  2. La biomassa marina può essere depolimerizzata con relativa facilità rispetto ad altre colture da biomassa, perché non contiene lignina e cellulosa.
  3. Il tasso di stoccaggio dell’anidride carbonica della biomassa marina è molto più alto della biomassa terrestre.

[Fonte: Seaweed as biofuel? Metabolic engineering makes it a viable option, University of Illinois College of Agricultural, Consumer and Environmental Sciences]

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