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Ecologia, ultimo saluto a Callenbach, autore di Ecotopia

 
Valentina Ierrobino
27 aprile 2012
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callenbachCi ha lasciato all’età di 83 anni Ernest Callenbach, scrittore, docente universitario, critico cinematografico ed ecologista nato nel 1929 in America. L’annuncio della morte, seguita ad una lunga malattia, è stato dato dalla moglie Christine dopo lo svolgimento dei funerali. Il suo ricordo sarà sempre legato alla prima opera di fantapolitica ecologista della storia, “Ecotopia”, in cui si narra di un mondo sostenibile e felice e alla nascita del movimento ecologista dei primi anni ’70.

Ecotopia è un romanzo di fantapolitica ecologista, un’utopia dell’ambiente, scritto da Ernest Callenbach nel 1974 e tradotto in moltissime lingue. L’autore precorre i tempi descrivendo attraverso le meraviglie della tecnologia, basate su reali ricerche scientifiche, un mondo in cui l’inquinamento quasi non esiste, dove i rifiuti si riciclano e tutte le materie prime si riutilizzano, dove le plastiche sono biodegradabili e l’agricoltura è biologica, dove il treno ad alta velocità è il mezzo più utilizzato e tutti gli altri veicoli sono elettrici. Nel Paese di Ecotopia le fonti rinnovabili provvedono ad ogni fabbisogno energetico e gli uomini e le donne hanno pari diritti. Sì, è un’utopia dell’ambiente, un mondo che non potrebbe esistere per interessi e per giochi di potere, ma l’aspetto più incredibile è che Callenbach scriveva di questo 40 anni fa, quando i cambiamenti climatici, l’inquinamento, i rifiuti, il sovrasfruttamento delle risorse ancora non erano un problema.

Il nome di Callenbach rimarrà sempre legato a questo romanzo e alla nascita del movimento ecologista dei primi anni ’70 quando si fa strada nella società una prima idea di mondo sostenibile, quando ancora si poteva evitare il disastro e mitigare la crisi energetica, quando ancora si potevano razionalizzare le risorse e investire sul riciclo dei rifiuti. L’autore scrisse anche “Ecologia”, un saggio che illustra in 60 concetti cos’è l’ambientalismo e come si può mettere in atto uno sviluppo sostenibile. Forse dovremmo rileggere questi testi, e cambiare rotta.

[Fonte: Wikipedia]

[Photo Credit | Thinkstock]

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