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Cambiamenti climatici, civetta delle nevi spia dei mutamenti nell’Artico

 
Paola P.
20 luglio 2011
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Cambiamenti climatici registrati dalla civetta delle nevi, rapace spia, più di qualunque altro, dei mutamenti che avvengono in Alaska, territorio in cui le variazioni si verificano ad una velocità superiore a quella di molte altre aree del mondo.
Denver Holt, a  capo dell’Owl Research Institute, studia gli esemplari della specie da oltre diciannove anni. Ogni estate da vent’anni si reca infatti a Barrow, in Alaska, per analizzare la relazione tra i lemming della tundra e le civette che li predano.

Possedere ben venti anni di dati, raccolti con precisione ed oculatezza, sul trend demografico di una specie, è estremamente importante, in tal caso è determinante proprio perché si tratta della civetta delle nevi. Questo uccello, infatti, essendo diffuso in tutta la regione artica, potrebbe fornire delle spiegazioni piuttosto attendibili sui cambiamenti climatici in atto nella vasta area.

Se la popolazione di lemming, roditori di cui si ciba il rapace, gode di condizioni ottimali, anche gli ededroni (anatre marine), le gru, le volpi artiche e le donnole se la caveranno egregiamente. Al contrario, quando i mutamenti climatici vanno ad influire sulla conservazione degli habitat artici e dunque sui lemming, le civette delle nevi, che basano ben il 90% della loro dieta proprio su queste prede, ne saranno sicuramente testimoni.

Gli studi compiuti nel corso degli anni dall’Owl Research Institute hanno permesso di scoprire come la nidificazione della civetta fluttuasse seguendo i ritmi demografici dei lemming. Il rapace si muove ad alte latitudini, spaziando da Barrow alla Russia, dall’Alaska al Canada. Queste migrazioni così estese nel perimetro sottolineano la necessità di preservare l’habitat artico compiendo uno sforzo sul fronte internazionale per garantire la conservazione della specie.

Nel biennio 2005-2006 le civette delle nevi hanno sconfinato a latitudini più basse, nel Montana settentrionale, cibandosi prettamente di arvicole.  L’inusuale deviazione dal solito percorso ha sottolineato l’esigenza, per questi volatili, di usufruire di spazi aperti oltre l’Artico atti a soddisfare le loro tendenze nomadi.

[Fonti: Owlinstitute.org; NYT]

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