Cancellazione del SISTRI: le reazioni di politici e cittadini

di Redazione 13

La cancellazione del SISTRI, il sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti speciali, ha suscitato molto clamore nel settore ambientale, anche se a livello nazionale è passato un po’ sotto silenzio dato che erano ben altri i risvolti che interessavano ai cittadini, come il prelievo fiscale. Eppure la questione dovrebbe interessare molto gli italiani perché è un vero e proprio regalo alle mafie. Le reazioni però non sono mancate.

Dopo il pessimo recepimento della direttiva europea sui reati ambientali, ora la cancellazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti: nel governo regna il caos e ancora una volta la lotta all’illegalità ambientale  diventa un’operazione di facciata. L’Italia,  nella battaglia contro la criminalità ambientale in genere, ha bisogno di atti e norme chiare e condivise mentre il governo continua a “perdere occasioni” sottovalutando nei fatti la forza dell’ecomafia che ormai stritola l’intero Paese

ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente che oltre a definire il provvedimento un regalo all’ecomafia, spiega anche che si tratta di un incredibile spreco di denaro pubblico visto che l’impianto era nato con finanziamenti pubblici (cioè con i soldi dei cittadini) e, appena dopo pochi mesi, è stato cancellato.

Il governo ha perso l’ennesima occasione per semplificare da una parte la vita solo alle aziende che vogliono rispettare la legge, stringendo però la morsa su chi è colluso con i trafficanti di veleni che continuano ad ammorbare milioni di cittadini del nostro Paese, utilizzando da una parte sistemi innovativi ma trasparenti di monitoraggio del ciclo dei rifiuti e dall’altra strumenti tradizionali come le insostituibili intercettazioni telefoniche e ambientali, ancora pesantemente a rischio con il disegno di legge in discussione in Parlamento.

Di parere diametralmente opposto il Ministro Calderoli, uno dei fautori della cancellazione del registro, che ha così spiegato la scelta:

L’abolizione del Sistri rappresenterà una forte semplificazione della vita dell’impresa. Era stato, in maniera un pò eccessiva, esteso ad una serie di soggetti, tipo gli artigiani, che avrebbero dovuto avere degli oneri e delle complicazioni.

La questione si complica. In tutto questo si fa sentire il Ministro Prestigiacomo che ha subito chiesto che la norma venga rivista perché molte aziende la vogliono. Ci chiediamo come mai non sia intervenuta prima, al momento della decisione di chiudere l’organo. Per fortuna, secondo la stessa ministra, c’è la forte possibilità che la norma venga emendata in sede di votazione, e ce lo auguriamo tutti. Anche perché speriamo che, al momento di decidere, il Parlamento tenga conto delle parole di Bonelli, leader dei Verdi:

Con l’abolizione del sistema di tracciabilità dei rifiuti l’ecomafia e tutti coloro che si sono arricchiti sul traffico dei rifiuti alle spalle dei cittadini, della salute e dell’ambiente festeggiano.

Vedremo se il “Governo del fare” riuscirà a rovinargli la festa.

Commenti (13)

  1. Se si ha la presunzione di credere che il SISTRI debelli l’Ecomafia, siamo alla pazzia.
    Nessuno dell’Ecomafia si iscriverebbe al SiStri e comunque mai e poi mai conferirebbe ad impianti regolarmente autorizzati ed iscritti al SISTRI.
    Oggi aggirano Formulari e registri, domani aggirerebbero Dispositivi USB e Black Box.
    L’unico modo di contrastare l’ecomafia è il controllo asfissiante del territorio, con verifiche sui mezzi che vi circolano e sui siti “nascosti” che interrano tutto.

  2. non è che la debella ma un sistema di tracciamento dei rifiuti era utile, è innegabile… poi sono d’accordo con te, ci vuole ben altro, ma era comunque un passo verso una maggiore trasparenza del percorso dei rifiuti in Italia!

    1. @Paola: avete provato ancora ad utilizzare il sistema?
      non ha mai funzionato, mille problemi a tutti i livelli , n verde che a seconda dell’operatore che ti rispondeva avevi delle risposte diverse, e la cosa peggiore che sono stati versati anticipatamente i contributi per un sistema inadatto perchè molto ferragginoso che non è ancora partito.
      Tutto questo a spese delle piccole medie aziende che di fatto si sono ritrovati una tassa in più, come se non bastasse gli eneormi costi di smaltimento dei rifiuti.
      Volete effettivamente combattere le mafie? abbassate i costi di smaltimento dei rifiuti visto che comunque la tassa dei rifiuti viene pagata ai comuni mi chiedo per che cosa visto che le aziende devono comunque smaltire con ditte autorizzate, aumentate i controlli sul territorio: il sistri a mio avviso non cambierebbe niente anche perchè chi delinque sicuramente troverebbe il modo di aggirare il sitema menter ci sarebbe un aumento dei costi per le imprese e vista la situazione economica sarebbero da evitare ciao a tutti

    2. Eh lo so Pierluigi abbiamo raccolto le testimonianze degli operatori a suo tempo, un caos a tutti i livelli, il fatto però è che si sono spesi tanti soldi, le aziende hanno perso tempo per capire, risolvere le mille problematiche ed ora? Tutti questi proclami, queste risorse ed il tempo perso e si conclude con un nulla di fatto? Sembra una presa in giro. Poi, sì, chi delinque, ahinoi, troverebbe il modo di aggirare il sistema e in quanto ai controlli sul territorio, si sarebbero utili maggiori monitoraggi ma chi controlla i controllori? Ci sono collusioni ad ogni livello in Italia e tanti che chiudono non uno ma entrambi gli occhi! E’ sconfortante 🙁

  3. Dalla Prestigiacomo, al dott. Grasso, al WWF, invito a leggervi i manuali del Sistri in continuo aggiornamento, procedure ancora forse da iscrivere e da migliorare, corsi di formazione non fatti a fronte di 60 milioni di euro fatti pagare alle aziende per dotarsi di schede telefoniche, black box, ore perse da autisti per portare mezzi ad installarle, ore perse a tentare di collegarsi al sistema per operare con tutto quello che non va. Procedure per segnalare ai signori del Sistri che la linea non funziona al centro d’italia per attivare la tracciabilià. Siate tutti più umili e rubate meno soldi alle aziende e soprattutto scendete sul campo ad operare prima di aprire bocca su argomenti del genere e creare ecomostri procedurali. A proposito, nel caso passi in parlamento la revisione, estendete l’obbligo alle imprese straniere immediatamente, cosi che le ecomafie no nsi rivolgano al loro per smaltire e dott. Grasso vada e vedere la Selex, i compari della Prestigiacomo e la stessa “ministra” che se li difende come hanno gestito l’affare Sistri. Povera Italia.

    1. immagino, quando si parlava di procedure del SISTRI abbiamo registrato le testimonianze di chi doveva venirne a capo, costretto davvero a superare mille difficoltà per attivazioni&co ed ora tutto si esaurisce in una bolla di sapone! Inammissibile!

  4. SISTRI ABROGATO! Dopo un (primo) attimo di smarrimento, ho buttato giù qualche appunto:
    – idee ed indicazioni pratiche,
    – i conti in tasca,
    – a questo punto…

    Le trovate qui: SISTRI ABROGATO, idee per andare avanti: http://reteimpianti.it/collablogazione/sistri-abrogato-per-decreto

    1. grazie verrò a leggere!

  5. Per l’ennesima volta si è voluto istituire un sistema (a porte chiuse e senza dibattiti con gli operatori di settore e con i grandi produttori di rifiuti) che non ha considerato le modalità operative di chi lavora nel settore rifiuti.
    Ben venga il controllo in diretta ma ci sono alcune cose che non hanno senso alcuno. Per esempio l’impossibilità di correggere una scheda firmata nel caso di errore materiale sia nel momento della produzione che al destino è un non senso.
    Non si capisce neppure perché in una eventuale gestione informatica che comporta inserimento di dati da parte di tutti i soggetti (produttore, trasportatore e destinatario) alla fine rimane ancora in carico all’utente la necessità di produrre il MUD; se esiste già a questo punto un database delle aziende occorre che i dati imputati confluiscano già nei database informatici dell’utente stesso, se no a che serve il SISTRI.
    Non si capisce perché il peso e il numero dei colli di rifiuti non possano essere controllati e in caso variati prima della partenza a sistema. Quale problema grave può generarsi se io decido prima della partenza il corretto numero di colli e il peso (sempre con il parere favorevole dell’impianto e del trasportatore). A me sembrano carenze progettuali del sistema dovute a poca conoscenza operativa del settore. Prima dell’avvento del SISTRI si effettuavano movimentazioni più coerenti sia per il peso che per il numero dei colli e semplicemente sulla base di semplici comunicazioni (e-mail, telefono) fra produttori e operatori del settore: perché adesso tutto dovrebbe essere più complicato e meno corretto?
    Non si capisce neppure perché non si possa correggere nel breve periodo (una settimana lavorativa al max) una scheda di trasporto nel caso si riscontri un errore di compilazione per esempio un R13 al posto del D15 spesso causa di una non corretta comunicazione fra produttore e trasportatore/destinatario.
    A chi serve che un file specifico sia inserito nella black box del camion. Non basta una piattaforma informatica che indichi il rifiuto e la targa del camion che lo trasporta? Non cambia nulla nei confronti del trasporto se il mezzo non è controllato dalle forze dell’ordine fisicamente!
    Chi lavora può commettere errori, pertanto dall’informatica ci si aspetterebbe un sistema di tutto punto che consideri tutte le autorizzazioni e le regole del caso conducendo l’utente ad una corretta produzione della scheda senza possibilità di errore. Per chi teme il traffico illecito dei rifiuti occorre sapere che nulla è cambiato. Se qualcuno dichiara di smaltire un rifiuto e ne smaltisce un altro con la collusione di produttori, trasportatori e destinatari anche su un sistema informatico nessuno se ne accorgerà se il mezzo non è controllato per strada dalle forze dell’ordine.
    In buona sostanza il SISTRI è a tutt’oggi un cattivo surrogato dei precedenti documenti di smaltimento: pertanto ben venga la vera semplificazione informatica ma che non serva a far cassa con sanzioni. I controlli devono essere fatti fisicamente altrimenti il SISTRI non riesce comunque ad eludere il traffico illecito. Chi fa del traffico illecito una professione continuerà a farla franca con e senza il SISTRI.
    Tecnologo dell’Ambiente.
    SF

    1. la mancanza di dialogo con gli operatori del settore è una costante ahinoi di qualsiasi riforma strutturale operata dal Governo… una presunzione che non conosce limiti e che scatena, come nel caso del SISTRI, un vero e proprio caos piuttosto che semplificare il percorso dei rifiuti… grazie di averci esposto la tua opinione SF

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