Alimentazione: i 12 cibi che fanno male al pianeta

 
Marco Mancini
19 settembre 2011
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ogm Alimentazione: i 12 cibi che fanno male al pianeta

Abbiamo sempre detto che non tutta l’alimentazione è positiva dal punto di vista ambientale. A parte il fatto che, molto spesso, un alimento che fa male al pianeta fa male anche alla nostra salute, oggi prendiamo in considerazione non i cibi non salutari, ma quelli che, per un motivo o per un altro, fanno male direttamente alla Terra. In particolare ce ne sono 12 tipi, scopriamo insieme quali dopo il salto.

1 – Riso. Il riso è la principale fonte di calorie per metà della popolazione mondiale, ma la coltivazione del riso ha bisogno di un terzo dell’acqua dolce del pianeta, secondo Oxfam. Per fortuna, un nuovo metodo di allevamento, noto come sistema di intensificazione del riso, è stato sviluppato per ridurre l’apporto dell’acqua fino al 50%. L’obiettivo che Oxfam si è proposto è di convincere i produttori di riso a convertire il 25% della loro produzione con questo sistema entro il 2025. Fino ad allora il riso sarà inserito nella colonna dei cattivi.

2 – Alimenti geneticamente modificati. E’ improbabile che tutti i potenziali danni ambientali (ma anche quelli per la salute) degli alimenti geneticamente modificati siano stati identificati. Ad ogni modo ci sono alcuni aspetti che preoccupano come il basso livello di biodiversità che ne deriverebbe se, modificando geneticamente intere colture, queste influenzassero l’ecosistema che hanno intorno, o la creazione di nuove malattie, come avvenuto per la farmaco-resistenza, con le modifiche genetiche che renderebbero più forti virus e batteri.

3 – Zucchero. Oltre 145 milioni di tonnellate di zucchero sono prodotte in 121 Paesi ogni anno, secondo il World Wildlife Fund, e la produzione su scala così “mangia” la Terra. Lo zucchero può essere responsabile per la perdita di biodiversità più di ogni altra coltura, secondo un rapporto del WWF, per l’utilizzo intensivo di acqua e pesticidi, e perché le acque reflue inquinate vengono scaricate durante il processo produttivo. Migliaia di ettari in Florida, ad esempio, sono stati compromessi dopo anni di coltivazione di canna da zucchero, con le foreste subtropicali che sono diventate paludi senza vita dopo il deflusso eccessivo dei fertilizzanti ed il drenaggio dell’irrigazione, come accaduto anche alla Grande Barriera Corallina.

4 – Carne. Secondo l’Environmental Defense Fund, se ogni americano sostituisse un piatto di carne con la cucina vegetariana, il risparmio di anidride carbonica sarebbe equivalente al togliere più di mezzo milione di automobili dalle strade. In particolare il 18% delle emissioni di gas a effetto serra mondiali provengono dagli allevamenti (più che dal trasporto); il 70% dei terreni delle foreste dell’Amazzonia sono stati convertiti in pascolo per il bestiame; la più grande fonte mondiale di inquinamento delle acque è il settore zootecnico; il bestiame è responsabile di un terzo dell’azoto e del fosforo nelle risorse di acqua dolce degli Stati Uniti.

5 – Fast food. Il cibo da fast food fa male specialmente al nostro girovita. Un tipico pasto da fast-food avviene spesso con cibi eccessivamente confezionati, e cannucce di plastica, insieme ad un assortimento di condimenti confezionati singolarmente. Meno del 35% dei rifiuti da fast-food conferiti in discarica sono riciclabili. Inoltre un recente studio effettuato ad Hong Kong ha scoperto che un fast-food, per fare quattro hamburger, produce la stessa quantità di emissioni di composti organici volatili del guidare un’automobile per 1.000 miglia. Se si calcola l’impronta ecologica di un cheeseburger, vedremmo che le emissioni di gas serra derivanti ogni anno dalla produzione e dal suo consumo equivalgonono alla quantità emessa da circa 19 milioni di SUV.

6 – Alimenti che contengono olio di palma. L’olio di palma si trova in circa il 10% dei prodotti alimentari Occidentali (patatine, crackers, dolci, margarina, cereali e prodotti in scatola). Circa 40 milioni di tonnellate di olio di palma, che è considerato il più economico olio da cucina del mondo, vengono prodotte ogni anno e l’85% proviene da Indonesia e Malesia. In questi Paesi 77 km quadrati di foreste vengono abbattuti ogni giorno, e le piantagioni di olio di palma rappresentano il più alto tasso di deforestazione nel mondo. Quando le foreste pluviali spariranno, si estingueranno quasi tutti gli animali selvatici, tra cui gli oranghi, tigri, orsi e altre specie a rischio.

7 – Alimenti confezionati e trattati. La maggior parte del cibo che si trova al supermercato è lavorato e confezionato. Questi prodotti contengono sostanze chimiche e comportano spesso lavorazioni ad alta intensità energetica. Inoltre, tutte le confezioni che di solito finiscono in una discarica, dove i veleni della plastica inquinano l’ambiente, possono aver bisogno di migliaia di anni per degradarsi. La soluzione è acquistare locale e mangiare frutta e verdura fresca.

8 – Molti alimenti non biologici. I prodotti biologici sono coltivati senza pesticidi, evitando che agenti chimici entrino nella fornitura idrica. L’agricoltura biologica usa anche meno risorse rispetto a quella tradizionale. Secondo uno studio condotto dall’Istituto Rodale, le pratiche di agricoltura biologica consumano il 30% di energia in meno. Tuttavia, non tutti i prodotti in vendita sono biologici.

9 – Alcuni frutti di mare. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, il 70% della pesca del mondo è fatta con tecniche eccessivamente stressanti che impoveriscono i mari e rischiano di provocare uno stato di collasso. Pesci come il tonno rosso ed il salmone atlantico sono gravemente sovrasfruttati, e i gruppi ambientalisti stanno lavorando per fargli ottenere lo status di specie in via di estinzione. La pesca eccessiva di una particolare specie non danneggia la singola popolazione, ma può avere effetti gravi più in alto nella catena alimentare, colpendo anche la biodiversità.

10 – Pancarré. E’ noto che i cereali integrali e il pane di grano sono più nutrienti del pane bianco e marrone, e sono anche meno dannosi per l’ambiente. La farina di grano deve essere raffinata e passare attraverso una serie di processi di alterazione per fare il pane bianco, ma la farina integrale ha bisogno di meno tempo per la produzione. Un ingrediente che richiede raffinazione richiede più energie e risorse ed ha un maggiore impatto sul pianeta.

11 – Alimenti ad alto contenuto di sciroppo di fruttosio di mais. Lo sciroppo di fruttosio di mais è uno degli ingredienti più dannosi per l’ambiente perché il mais viene coltivato come monocultura, cioè il terreno è utilizzato esclusivamente per quello, esaurendo i nutrienti del suolo e contribuendo all’erosione del terreno; richiede più pesticidi e fertilizzanti; la fresatura altera chimicamente il mais per produrre molto fruttosio, ed è una pratica ad alta intensità energetica.

12 – Alimenti non locali. Molte persone mangiano locale per la freschezza e per sostenere la comunità, ma il beneficio più ampiamente propagandato del cibo locale è che si riduce al minimo il consumo di combustibili fossili. Acquistare locale significa ridurre le emissioni (e le spese) del trasporto che altrimenti avverrebbe per centinaia, se non migliaia, di chilometri.

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