Ciclovie, 4 progetti per girare l’Italia in bicicletta

di Michele Costanzo Commenta

ciclovie 2016
Nell’ultima Legge di Stabilità (Legge 28 dicembre 2015, n. 208) e nel relativo Collegato Ambientale sono state introdotte numerose misure di incentivo alla mobilità sostenibile come abbiamo già visto di recente parlando delle misure a sostegno degli spostamenti tra casa e lavoro e tra casa e scuola. Al comma 640 dell’articolo 1 della legge 208 vengono inoltre stanziati nuovi fondi per il prossimo triennio destinati alla progettazione ed alla realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie, un provvedimento molto atteso che potrà dare slancio all’intero settore raccogliendo le istanze dei tanti appassionati italiani e stranieri.

91 milioni di euro per le ciclovie

Più nel dettaglio la Legge di Stabilità stanzia complessivi 91 milioni di euro di cui i primi 17 già disponibili nel 2016. Ulteriori 37 milioni di euro all’anno sono previsti per il successivo biennio 2017-2018. Oltre che per le ciclovie propriamente dette i fondi disponibili potranno essere utilizzati per realizzare ciclostazioni di interscambio ed interventi per migliorare la sicurezza dei percorsi ciclabili in ambito urbano. A quanto già detto si aggiunge poi un ulteriore fondo di un milione di euro l’anno per il triennio 2016-2018 destinati alla progettazione ed alla realizzazione di itinerari turistici a piedi, i così detti ‘cammini’.

In tema di ciclovie la norma individua anche quattro percorsi distribuiti in tutta Italia a cui viene assegnata priorità per l’accesso alle risorse disponibili:

  • Ciclovia del Sole tra Verona e Firenze.
  • Ciclovia VenTo tra Venezia e Torino.
  • Ciclovia dell’acquedotto pugliese tra Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE) attraverso i territori della Campania, della Basilicata e della Puglia.
  • Grande raccordo anulare delle biciclette (GRAB) attorno alla città di Roma.

Oggi incontro in Parlamento

I temi della mobilità sostenibile stanno registrando negli ultimi mesi un picco di attività anche nelle aule parlamentari dove sono state approvate o sono in discussioni norme attese da molto tempo. Come abbiamo già accennato il Collegato Ambientale metterà a disposizione 35 milioni di euro per sostenere soluzioni di trasporto alternative ed eco-compatibili nel tragitto casa-lavoro o casa-scuola. A questi come abbiamo visto si aggiungono complessivamente 94 milioni di euro per la realizzazione di ciclovie e cammini. C’è poi la complessa questione della riforma del Codice della strada che dovrebbe contenere nuove norme a tutela della sicurezza dei ciclisti. Il Parlamento inoltre sarà chiamato a pronunciarsi anche sulla legge quadro sulla Mobilità Ciclistica che dovrebbe fissare un contesto di riferimento omogeneo per tutta la materia.

In questo contesto è prevista per questo pomeriggio presso la Camera dei Deputati l’incontro “Italia in bici” organizzato dall’Intergruppo parlamentare Mobilità Nuova/mobilità Ciclistica e dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati (sul sito della FIAB maggiori dettagli). L’incontro è aperto a varie associazioni che si occupano di mobilità sostenibile, ambiente e turismo tra cui la già citata FIAB ma anche Salvaiciclisti, Legambiente ed ANCI oltre che ovviamente ai rappresentati delle 4 ciclovie individuate dalla Legge di Stabilità.

Scopo dell’incontro “Italia in bici” è quello di fare il punto sugli obiettivi raggiunti in tema di mobilità in bicicletta e discutere dei tasselli che ancora mancano per realizzare un vero piano nazionale di sostegno alla bicicletta. Temi trasversali che attraverseranno la discussione sono le misure di sicurezza a tutela dei percorsi ciclabili, i progetti nazionali e locali per realizzare infrastrutture dedicate alla circolazione ad alla sosta delle biciclette, e lo sviluppo di strutture di interscambio che permettano l’abbinamento della bicicletta con i mezzi del trasporto pubblico. Norme più moderne e coordinate in questi settori potrebbero concretamente incentivare l’uso della bicicletta nel quotidiano ed allo stesso tempo rilanciare questo mezzo di trasporto anche in chiave turistica.

Quattro ciclovie per girare l’Italia

Come abbiamo già visto sono quattro le ciclovie a cui è stata data priorità di sviluppo. Quattro progetti tra loro molto diversi ma tutti ricchi di fasciano e strettamente legati alle bellezze storiche, paesaggistiche ed ambientali dell’Italia. Il Grande Raccordo Anulare delle Bici (GRAB) è un progetto per la realizzazione di un anello ciclopedonale della lunghezza di oltre 44 km da sviluppare all’interno della città di Roma. Basato sul concetto di ‘progettazione partecipata’ il GRAB si propone di portare i ciclisti in alcuni dei luoghi più emozionanti della Capitale dall’Arco di Costantino al colle Palatino fino al Colosseo. La Ciclovia VenTo invece è un progetto del Politecnico di Milano che coinvolge tutta la Pianura Padana da Torino fino a Venezia. Un percorso di circa 679 km che ha come tema i territori attraversati dal Po e che già per il 15% della sua estensione può contare su percorsi ciclabili esistenti.

La Ciclovia dell’acquedotto pugliese si sviluppa invece tra Campania, Basilicata e Puglia attraversando l’Appennino meridionale lungo i percorso dell’acquedotto pugliese, una delle più imponenti opere idrauliche del Paese. Con la Ciclovia del Sole lungo il percorso tra Verona e Firenze si parte invece dalle pianure del Veneto per poi transitare su una delle zone più suggestive dell’Appennino settentrionale.

Photo | Thinkstock

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