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  • 27
  • Mar

La volpe, la bambina e la natura incontaminata dell’Abruzzo

Di Paola Pagliaro, in Cinema.

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Ho visto qualche giorno fa il film documentario La volpe e la bambina del regista-biologo francese Luc Jacquet, già autore della celebre Marcia dei pinguini (2005).
Ad accompagnare la troupe durante le riprese durate sei mesi il fotografo naturalista Marco Melodia. Il film al suo debutto in Francia ha conquistato due milioni di spettatori. C’è chi, come me, memore delle emozioni della Marcia dei pinguini, è stato spinto dalla curiosità di vedere il nuovo film del regista francese appassionato della natura e degli animali. E non si rimane delusi, questo è certo.

La storia commovente oltre ogni misura dell’amicizia tra una volpe e una bambina (l’attrice francese in erba Bertille Noel Bruneau) è ambientata nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Gli scenari che fanno da sfondo al magico intreccio di selvatico e fanciullesco, sono a dir poco mozzafiato. Gli animali, le montagne, gli alberi, i prati e i fiumi dove corrono la volpe e la bambina, sembrano quasi finti, talmente sfiorano la perfezione.



109847-1-le-renard-et-l-enfant1.jpg Al cinema c’erano tanti bambini, ma credo sia un’occasione anche per chi è più grandicello di ammirare la semplicità disarmante di una natura non ancora corrotta. Un modo anche per riflettere su quanto questi habitat incontaminati dall’uomo siano sempre più preziosi e rari, man mano che la forza distruttrice dell’inquinamento avanza.
Quel che è certo è che a vedere questo film, vien voglia di programmare un’escursione nei luoghi in cui è stato girato.

enq_cineanimaux1.jpg Il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise raccoglie una fauna e una flora ricchissime, in paesaggi dalla bellezza primordiale. Ci sono più di 2000 specie di piante diverse, tra cui il rarissimo pino nero, e sconfinate foreste di faggi.
Tra gli animali del Parco, visibili nel film nel loro ambiente naturale e ripresi nelle loro abitudini e cicli di vita, i più rappresentativi sono il camoscio d’Abruzzo, l’orso bruno marsicano, il lupo, il cervo e l’aquila reale.
Osservarli nel Parco è difficile, sono diffidenti nei confronti degli uomini (chissà come mai), ma in alcuni periodi dell’anno particolarmente tranquilli, si possono avvistare queste specie protette.

Chissà che ammirando le bellissime e suggestive immagini di Luc Jacquet, non vi venga voglia di visitare le bellezze inesplorate del Parco, per una full immersion nella natura che non credo vi lascerà delusi.
Dovremmo riscoprire il patrimonio naturale del nostro Paese, per innamorarcene e proteggerlo. Vale la pena di farlo, senz’altro.
Maggiori informazioni sul parco d’Abruzzo, Lazio e Molise le trovate sul sito ufficiale della riserva naturale.





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