CO2
CO2
La CO2, o anidride carbonica, è un composto chimico formato da due atomi di ossigeno ed uno di carbonio. Chiamato anche biossido (o diossido) di carbonio, viene emesso tramite respirazione dalle piante, dagli animali e dagli esseri umani, o con altre forme di inquinamento, alcune legate alle attività umane, altre a processi naturali. Si tratta di un gas a temperatura e pressione standard ed è presente nell’atmosfera terrestre di cui compone lo 0,039% o 388 ppm (parti per milione).
Tutte le forme di vita che respirano, prendono Ossigeno (O) ed espirano anidride carbonica (CO2). Le piante assorbono la CO2 e la utilizzano nel processo di fotosintesi, emettendo a loro volta ossigeno. Mentre l’ossigeno è usato nella respirazione cellulare, l’anidride carbonica è il suo prodotto di scarto. Il biossido di carbonio e l’ossigeno si muovono attraverso l’ecosistema nel percorso chiamato Ciclo carbonio-ossigeno.
L’anidride carbonica è generata come sottoprodotto della combustione di combustibili fossili o di materia vegetale, tra gli altri processi chimici. Viene emessa anche dai vulcani e altri processi geotermici come le sorgenti di acqua calda e geyser e dalla dissoluzione dei carbonati nelle rocce crostali.
L’anidride carbonica è considerata uno dei maggiori gas serra perché riflette la luce visibile, e data la sua quantità, di gran lunga maggiore rispetto agli altri gas pericolosi, è presa come punto di riferimento per la lotta contro il cambiamenti climatici. La concentrazione di CO2 nell’atmosfera è cresciuta di circa 2 ppm nel 2009. Prima dell’avvento dell’era industriale, quando le emissioni dovute dall’essere umano sono improvvisamente aumentate, le concentrazioni di biossido di carbonio nell’atmosfera aumentavano con l’aumento della temperatura globale, a seguito di cambiamenti indotti da altri processi come i cicli orbitali.
Pericoli per la salute: la CO2 è tossica in concentrazioni elevate: l’1% (10.000 ppm) nell’aria rende alcune persone assonnate; concentrazioni del 7-10% causano vertigini, cefalea, disfunzioni visive e uditive e perdita di coscienza da pochi minuti ad un’ora. L’anidride carbonica è incolore e, a basse concentrazioni, è anche inodore. A concentrazioni più elevate ha un forte odore acido. Può causare asfissia e irritazione. Quando viene inalata in concentrazioni molto più elevate rispetto ai soliti livelli atmosferici, può produrre un sapore acido in bocca e una sensazione pungente nel naso e nella gola. Questi effetti derivano dal gas che si dissolve nelle membrane mucose e nella saliva, formando una soluzione diluita di acido carbonico. Gli importi superiori a 5.000 ppm sono considerati molto insalubri, e quelli al di sopra circa 50.000 ppm (pari al 5% in volume) sono considerati pericolosi per la vita.
Oggi è uno dei gas più utilizzati dall’uomo in quanto facile da produrre, ha un costo bassissimo e non essendo infiammabile è anche facile e sicuro da maneggiare. E’ utilizzato ad esempio nell’industria alimentare per creare le bevande gassate, dolci, lieviti per la panificazione, birra, spumante e persino vino, sotto forma di ghiaccio secco. Altri usi sono:
- Gas per estintori;
- Saldatura;
- Prodotti chimici;
- Prodotti farmaceutici;
- Agricoltura ed applicazioni biologiche;
- Laser;
- Recupero olio;
- Refrigerante;
- Controllo del pH.
A livello ambientale è considerato un gas pericoloso perché maggiore responsabile dell’effetto serra, anche se altri
gas hanno potenzialità ancora peggiori. La CO2 è considerata pericolosa in quanto presente in così elevate quantità da poter sconvolgere le temperature mondiali. 500 milioni di anni fa è stato stimato che l’anidride carbonica fosse 20 volte più diffusa rispetto ad oggi, ma che poi, dal Giurassico in poi, si sia man mano ridotta fino all’era industriale, quando ha ripreso a crescere. Dall’introduzione delle industrie ad oggi si calcola che la densità di CO2 sia aumentata del 35%, un numero in aumento in futuro con il crescere della popolazione mondiale, tanto da poter incrementare le temperature medie di diversi gradi. Secondo la maggior parte degli scienziati mondiali, il limite per evitare catastrofi è l’incremento delle temperature medie di non più di due gradi Celsius. Purtroppo però, secondo gli ultimi studi, sembra che questa soglia possa essere superata tra qualche decennio, portando ad uno sconvolgimento degli equilibri terrestri, tra cui siccità in alcune zone del mondo, inondazioni in altre, incremento del livello degli oceani e aumento dell’intensità e del numero di eventi naturali come gli uragani.
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