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Deforestazione, multa record in Brasile

 
Valentina Ierrobino
10 novembre 2010
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Il Comune di Sao Félix do Xingu, nello Stato del Parà in Brasile, è stato ritenuto responsabile della distruzione di oltre 19.000 km quadrati di foresta dell’Amazzonia, un’area vasta quanto la regione Puglia, e multato per 12,3 milioni di real, che corrispondono circa a 5,2 milioni di euro. Una cifra record per l’ambiente nello Stato del Brasile.

E’ la prima volta che un ente territoriale viene riconosciuto responsabile con l’accusa di deforestazione, ma gli avvenimenti degli ultimi mesi che si sono verificati nel Comune di Sao Félix hanno suscitato l’interesse, e hanno dato via all’indagine dell’Ibama, l’Ente ambientale del Brasile, e dello Stato del Parà.

Sao Félix è uno dei Comuni più estesi del Brasile, con oltre 59.000 abitanti, e anche quello in cui si verificano il maggior numero di incendi dolosi, e peraltro il Comune brasiliano non dispone di un corpo di pompieri per domare gli incendi.

Solo nell’anno 2010 gli incendi, nella stragrande maggioranza dei casi di origine dolosa, registrati dai satelliti di osservazione ambientale sono stati 687, agevolati in parte dall’aumentare della siccità che ha colpito  l’Amazzonia per quattro mesi consecutivi. La situazione è degenerata alla fine dell’estate quando l’aria era così densa di fumo che le persone giravano per le strade con delle mascherine, le scuole sono state chiuse per alcuni mesi e la Transamazzonica, la strada che collega il Brasile ai territori peruviani e boliviani, è rimasta inagibile a lungo per scarsa visibilità, senza contare le centinaia di persone che sono state ricoverate negli ospedali locali per malattie polmonari. A quel punto la capitale dello Stato brasiliano, in mancanza dell’intervento delle autorità locali, ha chiesto aiuto all’Ibama. L’Ente ambientale del Brasile è intervenuto in modo energico per placare gli incendi dolosi, a cominciare dal multare le autorità comunali di tutto lo Stato Sudamericano, ritenendole in parte responsabili della deforestazione amazzonica.

[Fonte: Il Corriere della Sera]

[Foto: dirittinegati; musibrasil]

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