Depurare l’acqua con il fico d’India, nuova invenzione americana

di Marco Mancini 1

In un mondo in cui ogni azione quotidiana diventa sempre più verde, uno degli aspetti fondamentali dell’ecologia, la gestione delle acque, acquista ogni giorno più importanza. Ci eravamo già occupati di un’invenzione inglese che permetteva di purificare l’acqua attraverso la luce ultravioletta generata da un pannello solare. Adesso dagli Stati Uniti arriva un’altra trovata geniale ancor più a buon mercato: il depuratore dell’acqua con il fico d’India.

Norma Alcantar è docente associato del dipartimento di chimica e ingegneria biomedica presso l’Università del South Florida. La professoressa sta studiando le proprietà dei materiali verdi e le loro reazioni con i contaminanti nell’acqua potabile. La sua ricerca ha così scoperto che la sostanza gommosa, o la mucillagine, che si trova nei cactus, è in grado di rimuovere i metalli pesanti, particelle e anche batteri dall’acqua che la rendono non potabile.

Il concetto della Alcantar è quello di adattare questo materiale nei dispositivi portatili per le comunità rurali e sottosviluppate che sono stati esposti ad acqua potabile inquinata, e dove l’accesso alle tecnologie di filtrazione convenzionale è limitato. Il suo team si è così concentrato sul fico d’India, un frutto molto più comune del cactus in quanto è diffuso nelle regioni aride del Messico, Stati Uniti occidentali e nel Mediterraneo (l’Italia ne è piena).

Poiché il cactus può essere coltivato a livello locale, in modo sostenibile e a basso costo, potrebbe essere un agente ideale per il trattamento delle acque.

I miei progetti di ricerca sono molto pratici e applicabili anche se ci concentriamo sulla ricerca scientifica di base. Le mie speranze sono che un giorno la nostra ricerca sia in grado di alleviare l’inquinamento delle acque e fornire acqua potabile alle comunità bisognose

ha spiegato la ricercatrice a Livescience. Questa estate Alcantar effettuerà un viaggio ad Haiti, una delle zone che più hanno bisogno di rimedi per sopravvivere dopo il terremoto del gennaio scorso, per studiare la fattibilità della depurazione dell’acqua con il cactus o i fichi d’India per provvedere, almeno parzialmente, all’approvvigionamento di acqua pulita per la popolazione.

Fonte: [Livescience]

Commenti (1)

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