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Disastro ambientale in Lousiana: migliaia di litri di petrolio sversati in zone protette

 
Paola P.
27 aprile 2010
2 commenti

piattaforma-petrolifera-in-fiamme

La settimana scorsa, proprio il giorno dopo aver risolto il problema della nave cinese incagliata nella Grande Barriera Corallina australiana, sorse un nuovo problema. Una petroliera si incendiò al largo delle coste americane, tra la Louisiana ed il Messico.

Inizialmente il problema non destò preoccupazione dato che, trattandosi di un incendio, bastava spegnere le fiamme e tutto si sarebbe risolto, dato che nessuna perdita era avvenuta, ed infatti non fu dato nessun allarme, ma entrarono in azione solo le navi dei vigili del fuoco. Ma evidentemente l’incendio doveva essere più grave rispetto alle prime stime, tanto che è durato diversi giorni e, nella giornata di sabato, ha fatto affondare la nave.

L’imbarcazione trasportava 2,6 milioni di litri di petrolio greggio, i quali se per un primo momento sono stati trattenuti nelle stive, successivamente hanno cominciato a fuoriuscire dai primi fori che si sono formati qui e là nella struttura.

Oggi, ad una settimana dall’incidente, stiamo sfiorando il disastro ambientale. L’ironia della sorte ha voluto che la fuoriuscita avvenisse a soli 30 km dall’arcipelago delle Chandeleurs, un’oasi verde in cui depongono le uova i pellicani ed altri uccelli, tra cui alcuni a rischio estinzione, che già in passato era stata fortemente danneggiata dall’uragano Katrina. Fino a questo momento i danni sono stati limitati visto che sono entrati in azione immediatamente quattro robot marini che hanno come compito quello di “tappare le falle”, ma nel frattempo, oltre agli 11 morti e ai 17 feriti, le prime stime parlano di uno sversamento di 160 mila litri di petrolio. A questo si aggiunge anche il maltempo che limita molto l’azione umana per tentare di bloccare la fuoriuscita e disperdere la sostanza inquinante.

Il Presidente Barack Obama ha ammesso che ci troviamo di fronte all’ennesimo disastro ambientale, visto che al momento 1.500 km quadrati tutti intorno alla nave sono coperti da una chiazza nera, con conseguenze catastrofiche sugli uccelli e sui pesci che vivono nella zona. Al danno ambientale si aggiunge la beffa del fatto che, proprio mentre il prezzo del petrolio ricomincia a correre in tutto il mondo, l’equivalente di mille barili viene perso in mare ogni giorno senza possibilità di recupero.

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Commento

  • #1silvio

    spero che il prezzo dei carburanti vada alle stelle!!!!!!!!!

    30 apr 2010, 9:43 pm Rispondi|Quota
  • #2angelo

    salve…. ho un’idea (spero buona x tutti noi) sul disaatro piattaforma petrolio. INFILARE DALLA SUPERFICE UN TUBO DI DIMENSIONE MINORE A QUELLO GIA’ ESISTENTE FINO ALLA PERDITA DEL PETROLIO… certo forse nn si risolve tutto ma si riesce a diminuire la pressione e dopo si lavora meglio… che ne pensate? 392 5030166

    11 mag 2010, 3:10 pm Rispondi|Quota
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