Ecobonus 2013 allargato anche ai grandi elettrodomestici

di Marco Mancini 1

ecobonus 2013 grandi elettrodomesticiCi dicono ogni giorno che non ci sono soldi per evitare di alzare l’Iva ed eliminare l’Imu, ma intanto gli ecobonus vengono allargati. Esattamente un mese fa i ministeri interessati emisero un decreto con il quale venivano introdotti degli incentivi, sotto forma di sgravi fiscali, per l’acquisto di forniture per la casa che facessero risparmiare energia. Nel decreto era scritto esplicitamente che i grandi elettrodomestici, le caldaie e gli impianti a pompe di calore erano esclusi dall’elenco, ma oggi vengono rigettati nel calderone.

La decisione è stata presa ieri pomeriggio al Senato che con un emendamento ha allargato l’incentivo dello sgravio del 65% per l’acquisto dei grandi elettrodomestici come ad esempio i frigoriferi o le lavatrici, ed ha inserito il bonus al 50% (entro i 10 mila euro) persino per i mobili. Ora la legge passerà alla Camera dove, se non fosse modificata, verrebbe ratificata ed entrerebbe in vigore dal 5 di agosto.

Ovviamente la condizione fondamentale per ottenere l’incentivo è che gli elettrodomestici acquistati appartengano alla classe A+ (A per i forni). Secondo Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo che ha commentato questa approvazione, non solo questa decisione è stata fatta per rilanciare i consumi, ma soprattutto per favorire il made in Italy. Peccato che gli elettrodomestici A+ made in Italy sono pochi e molto costosi, e crediamo saranno la minoranza di quelli che verranno acquistati con il supporto dell’ecobonus.

Confermati i precedenti bonus, compreso quello del 50% sulle ristrutturazioni edilizie, e per ora sono stati scongiurati gli aumenti dell’Iva per alcuni beni agevolati come i supporti scolastici o i distributori di bevande che, nel precedente decreto, vedevano un balzo importante dell’imposta sul valore aggiunto, ma che con questo emendamento resteranno con l’attuale legge. L’unica modifica potrebbe avvenire proprio per i distributori che anziché vedere l’incremento dal 4 al 21% lo vedranno solo fino al 10%.

Photo Credits | Getty Images

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