Elezioni, gli ultimi appelli dei partiti toccano temi ambientali

di Marco Mancini Commenta

elezioni appelli partiti temi ambientaliMancano ancora poche ore alla chiusura dei seggi, e attraverso internet i partiti cercano di strappare ancora qualche voto degli indecisi attraverso il tema delicato dell’ambiente. Lo hanno fatto rispondendo a quello che è stato definito “ecotelegramma” redatto da Last Minute Market, Cai, Fai, Federazione pro natura, Greenpeace, Legambiente, Touring Club, Wwf, Libera e Gruppo Abele, i quali in sostanza hanno lamentato il fatto che l’ambiente era stato messo in fondo alle priorità della campagna elettorale.

Il primo a rispondere è stato il PD che, secondo quanto dichiarato da Stella Bianchi, responsabile del partito proprio su questi temi,

La riconversione in chiave ecologica per noi è una priorità. Partendo da alcune azioni concrete, come la semplificazione delle procedure per le fonti rinnovabili, un progetto di riqualificazione ambientale degli edifici pubblici e l’aumento della quota di riuso dei materiali che vengono dalla raccolta differenziata, si può fare molto e in fretta per il rilancio dell’economia.

Un po’ in controtendenza è un’altra voce del PD, Ermete Realacci, che afferma che non solo nel suo partito ma in generale il motivo per cui non si parla di ambiente è perché non si parla di futuro, mentre è più importante l’alleanza ed il potere. Non è d’accordo invece l’alleato Vendola la cui responsabile ambientale, Monica Frassoni, ribadisce che al massimo sono gli avversari che non parlano di ambiente visto che il suo partito lo ha sempre fatto.

E vediamo invece a destra come la pensano. L’ex ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo porta a sostegno della propria tesi i suoi trascorsi al Ministero, affermando di aver fatto tanto per l’ambiente, ed in particolare per creare aree protette. Aree che nemmeno con il condono promesso dal suo leader Berlusconi verranno toccate, anche se quando si parla di condono di certo non si parla di qualcosa di ecologico.

Al centro Monti invece risponde con una tematica del tutto contraria, e cioè attraverso il suo responsabile ambientale Roberto Menia attacca gli ambientalisti, accusati di saper dire solo di no, e così tutte le sue idee come l’ampiamento delle strade ferrate (che si riferisca alla TAV?) vengono bocciate dagli ambientalisti. Insomma, non tutti hanno preso bene le richieste delle associazioni. Vedremo se questa scelta pagherà nelle urne.

[Fonte: Repubblica]

Photo Credits | Getty Images

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