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  • 18
  • mag
  • 2008

Emergenza rifiuti a Napoli: uno scontro senza fine

Di Paola P., in Inquinamento, Italia, Rifiuti.
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Non sembra attenuarsi l’emergenza rifiuti che ha colpito la Campania.
Nel capoluogo campano, aumentano le manifestazioni di protesta, sempre più accese e violente. Nel corso della notte sono stati appiccati ben 84 incendi, mandando in fiamme cumuli e cumuli di spazzatura. Presi d’assalto i vigili del fuoco, un auto andata in fiamma e danneggiato l’ingresso della sede dell’Inps in via Medina, pieno centro.

E’ solo l’ultimo dei bollettini neri che stanno funestando la città campana negli ultimi mesi, e nulla accenna a migliorare.


I cittadini sono indignati, e come biasimarli? Vivono in mezzo ai rifiuti, respirano un’aria tossica e non riescono più a dedicarsi ad altro se non alla protesta. Come continuare a lavorare, mandare i bambini a scuola quando sotto la finestra giacciono tonnellate di spazzatura in putrefazione? Quando l’unico odore che si sente non è certo quello della Primavera, ma dei liquami puzzolenti?

La gente si muove addirittura da altre parti della città non colpite, per andare a protestare, a rovesciare i bidoni bloccando le strade perchè “Questo è l’unico modo per far togliere i rifiuti“, “Se li buttiamo all’aria verranno a prenderli“.
Se intervistati, i napoletani dichiarano, stanchi e sfiduciati, che la rivolta è l’unico gesto civile per sperare ancora di mettere fine all’angoscioso problema.

E il governo? Le istituzioni? Come mai non è stato ancora risolta una situazione di emergenza così grave per la popolazione? Il rischio per la salute è molto alto, per non parlare della possibilità che gli atti di protesta diventino sempre più violenti. Ma d’altra parte, l’Italia è anche il Paese del “Se non ci scappa il morto…

Antonio Bassolino, governatore della Campania, in un’intervista a Repubblica, si è appellato a Berlusconi, per risolvere la situazione sempre più critica:
L’unica possibilità che abbiamo è legata alla collaborazione con il governo. Altrimenti affondiamo tutti. Si deve puntare a una forte collaborazione, far nascere un partito trasversale del sì, che finora è stato più debole di quello del no. Io mi muoverò in questo schema di collaborazione e lealtà. Sono fiducioso che il governo farà lo stesso, neanche a Berlusconi interessa una destabilizzazione della situazione a Napoli. Ho riscontrato un clima giusto. Senza questo giusto clima di collaborazione non ce la facciamo, nessuno.

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Commenti:

Sono stati scritti 4 commenti su "Emergenza rifiuti a Napoli: uno scontro senza fine"

  1. enone

    “L’unica possibilità che abbiamo è legata alla collaborazione con il governo. Altrimenti affondiamo tutti. ”

    Quel “tutti’ Non Ci Sta Proprio Bene…

    In Realta’ Dovrebbero Affondare Solo I “magna mangna” Che Hanno Comandato Sino Ad Ora…

    Mamma Mia Che Facce Toste! No Comment

  2. [...] -località Torrione (Cava Matroianni)-; Santa Maria La Fossa (Ce) -località Ferrandelle. L’emergenza dovrebbe cessare entro il 31 dicembre 2009. Previste misure particolrmente dure ed il carcere per [...]

  3. [...] paese a rifiuti zero. Ripensando a questa estate e all’emergenza rifiuti che ha colpito alcune città italiane ed in particolare Napoli, sembra impossibile. Eppure esiste [...]

  4. [...] scenario che si ripete, da Napoli a Palermo, e persino a Lecce, infangata quest’estate dai rifiuti nel centro storico: i [...]




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