Energia nucleare senza rischi: una possibile svolta
Recenti studi sull’energia nucleare hanno individuato una possibile soluzione per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi.
Se solo si risolvesse il problema delle scorie nucleari, è probabile che questa forma di energia sarebbe una valida risorsa per il pianeta, dal momento che oggi viene poco utilizzata proprio per i rischi che si corrono nello smaltimento dei rifiuti.
Se solo si risolvesse il problema delle scorie nucleari, è probabile che questa forma di energia sarebbe una valida risorsa per il pianeta, dal momento che oggi viene poco utilizzata proprio per i rischi che si corrono nello smaltimento dei rifiuti.
La ricerca è stata compiuta da un team di chimici della Northwestern University, che ha elaborato un nuovo modo per liberarsi dallo stronzio, uno dei più pericolosi materiali radioattivi di fissione che si creano in un reattore nucleare.
La tecnica di smaltimento utilizzerebbe un solfuro di materiali metallici, atti a rimuovere lo stronzio.
Tramite uno scambio ionico, si riuscirebbe ad isolare lo stronzio come materiale solido, separandolo dai liquidi.
In tal modo, i rifiuti radioattivi solidi potrebbero essere trattati separatamente, manipolati, spostati o riciclati, mentre quelli liquidi verrebbero smaltiti facilmente.
Il lavoro è molto difficile,- afferma una delle ricercatrici del progetto- perché è come trovare un ago in un pagliaio.
In effetti lo stronzio è presente in piccolissime quantità rispetto al sodio, con una proporzione di uno su un milione.
Il sodio interferirebbe con lo scambio ionico. Isolarlo è davvero arduo, ma grazie a questa nuova miscela di solfuri metallici, composta da potassio, manganese, stagno e zolfo, potrebbe essere possibile.
Tramite uno scambio ionico, si riuscirebbe ad isolare lo stronzio come materiale solido, separandolo dai liquidi.
In tal modo, i rifiuti radioattivi solidi potrebbero essere trattati separatamente, manipolati, spostati o riciclati, mentre quelli liquidi verrebbero smaltiti facilmente.
Il lavoro è molto difficile,- afferma una delle ricercatrici del progetto- perché è come trovare un ago in un pagliaio.
In effetti lo stronzio è presente in piccolissime quantità rispetto al sodio, con una proporzione di uno su un milione.
Il sodio interferirebbe con lo scambio ionico. Isolarlo è davvero arduo, ma grazie a questa nuova miscela di solfuri metallici, composta da potassio, manganese, stagno e zolfo, potrebbe essere possibile.
Il nuovo composto si chiama KMS-1 e se davvero funzionasse l’energia nucleare sarebbe ad una svolta più che positiva.
Intanto continuano gli studi, per potenziare i risultati finora ottenuti.
Gli studiosi si stanno concentrando sui solfuri metallici, perché presenti in grande quantità e dunque facilmente reperibili, anche quando le altre risorse si esaurissero.
Intanto continuano gli studi, per potenziare i risultati finora ottenuti.
Gli studiosi si stanno concentrando sui solfuri metallici, perché presenti in grande quantità e dunque facilmente reperibili, anche quando le altre risorse si esaurissero.
Termini legati all'articolo: energia nucleare, fissione, KMS-1, manganese, miscela di solfuri metallici, Northwestern University, potassio, radioativo, reattore nucleare, rifiuti radioattivi solidi, scambio ionico, scorie nucleari, smaltimento dei rifiuti radioattivi, sodio, solfuro, stagno, stronzio, zolfo.
9 Commenti










perche’ pensate che il nucleare sia una soluzione? nn pensate che esiste anche la fusione a freddo ? o le eoliche , o il solare ? abbiamo una madre terra, perche nn la amiamo di pui’, e la rispettiamo ?
certo che l’energia eolica e il solare sono valide soluzioni, ma non bisogna dimenticare che la ricerca va avanti e che anche il nucleare, se si riuscisse ad eliminarne i rischi, potrebbe essere una fonte di energia inesauribile.
E la scienza ha fatto grandi cose, può fare anche questo.
Amare la terra e rispettarla sono i principali argomenti di questo blog, ma bisogna anche riportare le nuove scoperte e non ignorarle, soprattutto quando possono avere risvolti positivi.
a parte il fatto che l’uomo nn e in grado di eliminare le scorie,tesla nel 1936 aveva scoperto che il magnetismo tarrestre dava energia a macchine e tante altre cose,ma la cia e le multinazionali nn andava a genio la cosa perche nn c’era lucro, ora stanno inventando false informazioni perche la gente nn deve sapere,nn deve sapere x manipolarla meglio, x fortuna esiste internet ,e spero che l’ignoranza della gente si accorci, e ci riprendiamo la nostra liberta’.ciao PAOLA . P.
[...] nuove tecnologie, cancelleranno ogni dubbio e faranno dimenticare ogni reticenza sul problema del nucleare. Staremo a [...]
[...] mattinata di sabato è stata dedicata alla questione del nucleare. Qui si è tenuto un secondo Summit tra Roberto Potì, dirigente Edison, e GiovanBattista Zorzoli, [...]
[...] Ora è ufficiale, l’Italia finirà in un calderone nucleare. L’annuncio definitivo lo ha dato il Ministro Scajola, che dopo una timida anticipazione fornitaci un mese fa, ha trovato terreno fertile tra gli alleati, e ha messo in atto le procedure per fornire l’Italia di centrali nucleari. [...]
Approposito Di Fusione Fredda Segnalo Questo Articolo…
Giappone, la fusione fredda funziona
Riuscito l’esperimento del professor Arata
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=24628&sez=HOME_SCIENZA&ctc=40#commenti
Dopo gli avvenimenti in Giappone cosa ne pensano gli studenti dell’ energia nucleare?
Al seguente link il nostro servizio:
http://www.uniroma.tv/?id_video=18348
Ufficio Stampa di Uniroma.TV
info@uniroma.tv
http://www.uniroma.tv
[...] Io direi di iniziare con la tecnologia più illusoria che dal 1989 promette ma non mantiene: la fusione fredda. Ecco l’ultima: il catalizzatore di energia (E-Cat) inventato da Andrea Rossi sembra aver [...]