Dal seme alla lampadina, energia pulita dalla terra per 350 mila abitazioni

di Marco Mancini 1

girasoli

L’Italia è il Paese dei mini-progetti rinnovabili, ma finalmente qualcosa sta cambiando. Se fino ad oggi la gran parte dei progetti riguardanti le energie pulite erano di piccole dimensioni tanto da alimentare solo una quantità molto limitata di abitazioni, un nuovo progetto promosso dal Ministero dell’Agricoltura potrebbe farci fare il salto di qualità.

Si chiama “dal seme alla lampadina” e si basa sulla produzione di energia elettrica proveniente  dai biocombustibili che sarà in grado di dare energia a 350 mila case. Il progetto, che ha ottenuto l’autorizzazione dal neoministro Giancarlo Galan, è stato ideato da Coldiretti, Consorzi Agrari d’Italia, PowerCrop e il gruppo Maccaferri, con un principio di base molto importante: non alimentare il conflitto tra le colture per la biocombustione e quelle alimentari.

Infatti i biocombustibili utilizzati per creare energia proverranno da 400 mila tonnellate di cippato di pioppo e 160 mila tonnellate di semi di oleaginose, come il girasole, dunque colture non commestibili, di produzione locale, dato che saranno coltivate nelle aree agricole presenti nell’arco di 300 chilometri dagli stabilimenti, per un periodo di 15 anni.

Oltre a far risparmiare una quantità impressionante di emissioni e di denaro per il mancato acquisto dei combustibili fossili, questa nuova attività creerà 4 mila posti di lavoro, tra lavoratori diretti e indiretti. Un modo intelligente per far sviluppare la green economy a livello locale.

L’accordo consente di realizzare una filiera energetica tutta italiana a forte coinvolgimento agricolo, con un meccanismo di remunerazione della materia prima trasparente ed atto a consentire un reddito stabile per le imprese nel medio e lungo periodo

ha spiegato il presidente della Coldiretti Sergio Marini, il quale ha sottolineato l’importanza dal punto di vista ecologico di questa nuova impresa, in quanto sarà

un contributo determinante al raggiungimento dell’impegno assunto dall’Italia per conseguire l’obiettivo dell’Unione Europea entro il 2020 di ridurre del 20% le emissioni di gas ad effetto serra, di aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili e di portare al 20% per cento il risparmio energetico (20-20-20).

Fonti: [Ansa; Adnkronos]

Commenti (1)

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