Expo2015, padiglione Mauritania: pesca, sale e irrigazione nel Sahara

di Matteo Carriero Commenta

All’Expo2015 di Milano il padiglione della Mauritania ha come tema “Le colture irrigate all’ombra dei palmeti nelle zone aride del deserto e l’alimentazione casearia”: la struttura, inserita nel cluster dedicato alle zone aride, permetterà ai visitatori di approfondire le modalità di produzione alimentare nel deserto e i prodotti tipici della nazione, per la quale anche il sale, la pesca e la produzione di bottarga rappresentano attività non trascurabili.

expo2015 padiglione mauritaniaIl padiglione della Mauritania all’Expo2015 di Milano fa parte del cluster delle zone aride di cui fanno parte anche il Gibuti,  il Senegal, la Giordania, la Palestina, il Mali e l’Eritrea. L’installazione della Mauritania si estende su una superficie di 125 metri quadrati ed è caratterizzata, come è lecito aspettarsi, dalle modalità di produzione del cibo nelle zone desertiche.

La Mauritania, infatti, è uno stato che si estende per circa un milione di km, due terzi dei quali rientrano nel deserto del Sahara. Il territorio della nazione ha determinato nella popolazione uno stile di vita tendenzialmente nomade, ove la sopravvivenza è affidata a ciò che il deserto può offrire. Due animali assolutamente fondamentali per lo stato sono il dromedario e la capra. Il latte e la carne di capra rappresentano alimenti cruciali per la Mauritania e la produzione di prodotti caseari realizzati per l’appunto con il latte di capra sarà uno dei temi principali per i visitatori del padiglione.

Grande importanza avrà poi, nel padiglione della Mauritania all’Expo 2015 nel capoluogo lombarda, che sarà visitabile fino a fine ottobre, la tecnica di irrigazione goccia a goccia, che in tempi recenti ha dato risultati rilevanti e che risulta tanto più importante in un territorio arido come quello della Mauritania, dove gestire al meglio le risorse idriche è questione di sopravvivenza.

Il padiglione della Mauritania all’esposizione universale milanese presenterà piatti preparati con le verdure che vengono fatte crescere sotto i palmeti di datteri e i cous cous a base di miglio, sorgo e grano. Al centro del padiglione si trova un pozzo chadouf, elemento tipico, e simbolico, dello stato africano.

Il 18 maggio scorso al padiglione Slow Food si è tenuto un incontro con Sid Ahmed Abeid della federazione della pesca artigianale in Mauritania, che ha sottolineato come anche la pesca, la produzione di sale e bottarga di muggine siano importanti per l’economia e la sussistenza nella nazione. Nello stato africano i piccoli pescatori sono sempre minacciati dalle flotte industriali spesso e volentieri provenienti da altri stati, eppure c’è chi porta avanti produzioni basate sull’uso sostenibile delle risorse marine e ittiche. In riferimento alla pesca Sid Ahmed Abeid ha infatti dichiarato che

La tutela e la valorizzazione di questa attività, oltre alla sensibilizzazione della popolazione al consumo di prodotti locali sono quindi molto importanti per il nostro futuro e per questo sono fondamentali anche la sinergia tra pescatori e associazioni oltre che le formazioni che organizziamo per i pescatori e le donne che lavorano il pesce.

Assolute protagoniste del settore trasformativo connesso alla pesca sono le donne, che stanno riuscendo a portare avanti progetti esemplari di crescita, orientati alla qualità così come alla sostenibilità ambientale.

Photo credits | Sito ufficiale Expo 2015

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