Le farfalle sono sempre state considerate una specie di “termometro” della situazione ambientale di un luogo. Se ci dovessimo attenere alla loro situazione attuale, c’è da essere seriamente preoccupati. Una recente indagine effettuata in Gran Bretagna ha dimostrato come in quel Paese nel 2011 la popolazione di farfalle, di tutte le razze, è calata complessivamente del 22% rispetto all’anno precedente.
La motivazione di questo calo è stata indicata come duplice: un’estate insolitamente fredda e la distruzione dell’habitat. Forte preoccupazione c’è per la Vanessa dell’ortica, una farfalla che era molto comune in Inghilterra, tanto che secondo gli esperti del Butterfly Conservation meno di dieci anni fa la si poteva vedere in quasi tutti i giardini e i parchi del Paese. Durante la rilevazione dello scorso anno invece non si vedevano per chilometri e chilometri, tanto che la stima parla della sua presenza in appena un terzo degli oltre 700 siti analizzati. La situazione va via via diventando peggiore visto che nel 2009 c’erano il 41% di farfalle in più rispetto al 2011.
La nuova indagine si sta rivelando fondamentale per ottenere una migliore informazione su come le nostre farfalle comuni se la passano nelle campagne nel loro complesso. I risultati mostrano che abbiamo bisogno di intensificare gli sforzi per ricostruire un paesaggio migliore per le farfalle
ha spiegato il dr Zoe Randle, coordinatore dello studio effettuato dal Butterfly Conservation, gestito dal British Trust for Ornithology e dal Centre for Ecology and Hydrology. Questi studi sono fondamentali perché le farfalle sono tra i primi animali a risentire degli stravolgimenti climatici e, proprio come le api, danno un segnale inequivocabile all’uomo che c’è qualcosa che non va. Lo studio del 2012 è già cominciato, come ha anticipato la collaboratrice di Randle, Kate Bisely, e la speranza è che alla fine dell’indagine si registrino numeri che perlomeno non mostrino l’ennesimo calo.
[Fonte: Guardian]
Photo Credits | Thinkstock








