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Sviluppo fonti rinnovabili: la Spagna brucia le tappe

 
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6 gennaio 2011
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In Europa Paesi come la Spagna stanno letteralmente bruciando le tappe per quel che riguarda lo sviluppo sul territorio degli impianti di energia pulita da fonti rinnovabili. In accordo con quanto riporta Legambiente, infatti, il Paese iberico, con ben dieci anni di anticipo, è arrivato a conseguire una quota del fabbisogno elettrico, pari a ben il 35%, proprio dalle fonti rinnovabili, ragion per cui l’Associazione, per voce del suo Presidente nazionale, Vittorio Cogliati Dezza, augura all’Italia di seguire per l’anno appena iniziato proprio l’esempio spagnolo.

In base ai dati riportati da “El Pais“, con il 35% di fabbisogno elettrico da fonti rinnovabili la Spagna è oramai ad un passo dall’obiettivo del 40% fissato in sede comunitaria per l’anno 2020; da un anno all’altro la Spagna, un Paese che ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi a seguito degli attacchi speculativi sul debito pubblico dei cosiddetti Paesi periferici dell’Eurozona, ha fatto registrare dal fronte delle rinnovabili una crescita pari a sei volte con prospettive che rimangono ancora rosee.

In particolare, si stima che nell’arco di massimo tre anni la copertura del fabbisogno elettrico da energia pulita prodotta con l’eolico possa andare addirittura a superare quella del nucleare. Attualmente l’eolico copre il 16% del fabbisogno elettrico spagnolo, ma ci sono rosee prospettive anche per il fotovoltaico con l’avvio di nuove centrali solari nel corso dell’anno appena iniziato, e per gli impianti che sfruttano l’energia idraulica che già vanta una quota di copertura del fabbisogno elettrico pari a ben il 14%.

Il Presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, in base ai dati forniti da El Pais, ha di conseguenza posto l’accento sul fatto che dopo la Germania anche la Spagna dal fronte delle rinnovabili ha fatto passi da gigante a conferma di come la rivoluzione “verde” energetica non solo sia possibile, ma anche conveniente; ragion per cui l’Italia dovrebbe seguire questi due Paesi e “abbandonare definitivamente la terribile farsa del nucleare“.

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