Fotovoltaico, in Italia scoperti i pannelli solari del futuro?

di Luc 1

La perovskite ibrida è un materiale semiconduttore che presenta la medesima struttura di un minerale e,  ben presto, diventare molto famoso, dato che avrebbe tutte le carte in regola per cambiare il mondo del fotovoltaico: in Italia, infatti, dei ricercatori hanno realizzato dei pannelli solari proprio con la perovskite ibrida con un’efficienza energetica del 30%.

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Il fotovoltaico del futuro, quindi, potrebbe essere decisamente più economico e flessibile di adesso proprio grazie alla perovskite ibrida, nuova frontiera dopo le ricerche sulle celle solari dipinte sulle pareti di casa.

Diversi team di ricerca dell’istituto italiano di tecnologia ci lavorano da quasi tre anni, dopo aver lanciato il brevetto del grafene alla stregua di inchiostro e dopo aver realizzato il primo prototipo, in Italia, di mano del tutto artificiale .

La ricerca ha avuto grande visibilità e riscontri positivi tra gli addetti ai lavori, al punto tale che è stata anche lanciata su diverse riviste internazionali, come ad esempio Nature Photonics ed Energy and Environmental Science.

All’interno del politecnico di Milano, il CNST (Center for Nano Science and Technology), è stato ottenuto il record dal punto di vista dell’efficienza di conversione delle celle fotovoltaiche formate da perovskite ibride, che si possono stampare a delle temperature piuttosto ridotte.

Pannelli solari con un’efficienza energetica super pari al 30%

Tutto ciò è stato possibile per via dell’impiego di un innovativo sistema di produzione che consente di integrare queste celle fotovoltaiche pure su delle tecnologie che già esistono, come ad esempio quella che sfrutta il silicio.

Sono più di tre anni che un team di ricerca dell’Iit sta lavorando sulle potenzialità delle celle fotovoltaiche costituite da perovskiti ibride: le dimostrazioni hanno permesso di capire che, con l’integrazione con il silicio, si può arrivare ad un livello di efficienza energetica pari al 30%, in confronto al 20% garantito dagli attuali pannelli solari, anche se due colossi americani del monddo delle rinnovabili aveva realizzato un pannello fotovoltaico con un’efficienza del 44%, sfruttando la tecnologia delle celle fotovoltaiche a multi-giunzione.

In poche parole, un abbattimento dei costi per un’efficienza energetica di gran lunga maggiore, senza dimenticare anche una notevole flessibilità, dato che queste celle si possono stampare su delle formazioni di svariata natura.

L’unico difetto è rappresentato dalla presenza del piombo all’interno delle perovskiti ibride, anche se altri team di ricerca si stanno occupando della sostituzione chimica con metalli alternativi.

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