Google, dal 2017 solo energie rinnovabili

di Michele Costanzo Commenta

Dal prossimo anno Google alimenterà i propri servizi utilizzando solo un mix di energie rinnovabili. Un traguardo raggiunto investendo nell'innovazione e migliorando costantemente l'efficienza.

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Uno dei colossi del web e dell’economia mondiale già nel 2017 sarà in grado di alimentare tutte le proprie attività utilizzando solo energie rinnovabili. Protagonista di questa rivoluzione a cavallo tra informatica ed ambiente è Google che proprio nelle scorse ore ha annunciato di essere ormai pronto a migrare verso un mix energetico completamente basato sulle rinnovabili. A questo risultato la società di Mountain View arriva dopo anni di investimenti che hanno coinvolto direttamente anche il settore energetico. Ma in Google molte risorse economiche ed intellettuali sono state spese anche per migliorare l’efficienza energetica dei propri data center, con risultati che oggi appaiono davvero notevoli.

Google e le energie rinnovabili

Il progetto che porterà già nel 2017 Google ad adottare in piena copertura solo energie rinnovabili è partito nel 2010. In quell’anno la società di Mountain View ha stipulato il suo primo contratto di fornitura elettrica da fonti rinnovabili acquistando l’intera produzione di un parco eolico da 114 megawatt in Iowa. Da li in avanti Google ha costantemente privilegiato l’uso di energia eolica o solare il cui contributo nel bilancio energetico della società è rapidamente aumentato. La società è stata tra le prime a seguire un programma di sottoscrizione di contratti di fornitura di lungo termine direttamente con i produttori di energie rinnovabili, difendendo un modello che ha poi fatto scuola in molte altre realtà aziendali. Attualmente sono 20 i contratti di fornitura siglati in tutto il mondo per l’acquisto di energia pulita.

Oggi Google impiega qualcosa come 2,6 gigawatt di energia completamente prodotta da fonti rinnovabili, quanto basta per farne ampiamente il più grande acquirente aziendale di energia pulita al mondo. Nel prossimo anno come già detto le rinnovabili garantiranno le piena compensazione energetica alle attività di Google sia per quanto riguarda gli uffici che per ciò che concerne i data center.

Eolico e solare in casa Google

Nella scelta delle fonti rinnovabili a cui affidarsi Google ha privilegiato in questi sei anni il solare e l’eolico. Quest’ultimo in particolare copre gran parte del fabbisogno energetico della società. In prospettiva Google intende investire anche in altri settori dell’energia pulita, ma allo stato attuale solare ed eolico si sono dimostrati i due fronti più promettenti anche da un punto di vista della competitività economica.

Google ha calcolato infatti che dal 2010 ad oggi il costo dell’energia eolica è calato del 60% e quello dell’energia solare addirittura dell’80%. Un trend che appare peraltro destinato a proseguire come evidenziato ad esempio nel recente rapporto New Energy Outlook 2016 di Bloomberg New Energy Finance.

Si tratta di un aspetto di primaria importanza per una società che offre i propri servizi a miliardi di persone e che quindi ha consumi energetici proporzionati alla capillarità della propria presenza. Per Google quindi il ricorso massiccio alle energie rinnovabili non è stata solo una scelta di responsabilità aziendale ma si è tradotta anche in una strategia di contenimento dei costi.

Efficienza nei data center

Google è ormai da anni uno dei pilastri fondamentali della rete. I suoi server ospitano diversi dei servizi più ampiamente diffusi al mondo. Ogni anno Google gestisce ‘trilioni’ di ricerche mentre ogni minuto su Youtube vengono caricate 400 nuove ore di video. Sono queste due delle cifre che permettono di capire la complessità della rete che fa capo a Google e che è fisicamente costituita da migliaia di computer distribuiti in grandi data center.

Assieme ai contratti di fornitura per le energie rinnovabili, Google ha molto investito anche nell’efficienza energetica delle proprie strutture. Un costante miglioramento della gestione dei data center, spiega l’azienda, ha permesso di raggiungere una efficienza del 50% migliore rispetto alla media del settore. Moltiplicare questo risparmio sui grandi numeri della galassia Google significa tagliare stabilmente i consumi energetici ed i relativi costi. Anche in questo caso quindi l’investimento in efficienza ha un ritorno in termini economici e di competitività generale. Oltre ovviamente ad aver avvicinato il traguardo della completa copertura energetica con fonti rinnovabili già dal 2017.

Un volano per l’economia

Nella scelta di adottare un modello energetico green, Google non si è limitata ad agire da acquirente responsabile ma ha operato come volano di molti dei progetti da cui oggi acquista energia. L’azienda ha calcolato che i propri impegni di acquisto di energie rinnovabili si tradurranno in investimenti strutturali per 3,5 miliardi di dollari a livello mondiale.

L’effetto trainante oltre che agli investimenti si propaga anche all’economia generale con decine di milioni di dollari di entrate per gli operatori locali. Un giro economico che ovviamente porta risorse anche alle finanze pubbliche degli stati attraverso la tassazione.

Il modello è quello è ben rodato della green economy in cui gli investimenti sulle rinnovabili possono tradursi in vantaggi ambientali ed economici per la società nel suo complesso. La novità è però proprio legata alle dimensioni di Google che confermano la validità del modello anche su vasta scala.

Prospettive future

La completa copertura dei propri consumi con energie rinnovabili rappresenta per Google contemporaneamente un traguardo ed una nuova linea di partenza. Per il prossimo futuro il colosso di Mountain View intende siglare nuovi contratti di fornitura su base regionale in modo da legare gli acquisti ai luoghi di effettiva presenza e consumo sul territorio.

Sempre in prospettiva Google intende diversificare l’insieme delle fonti rinnovabili da cui attingere energia. E di proporsi evidentemente come promotore di un modello di sviluppo basato sull’energia pulita.

Photo | Thinkstock

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