Google negazionista, principale sostenitore del senatore anti riscaldamento globale

di Marco Mancini 1

google negazionista senatore anti riscaldamento globaleSe c’è un paladino mondiale che si oppone strenuamente alla teoria del riscaldamento globale, questo è Jim Inhofe, senatore repubblicano che da anni, anche di fronte ad evidenze scientifiche, continua a ribadire che sia tutta una farsa. Questo pensiero è lecito, specialmente se proveniente da un politico americano di schieramente repubblicano, visto che questo partito ha sempre tenuto questa linea negazionista sin dal primo giorno. Ciò che stupisce è che uno dei principali sostenitori sembra essere Google, il colosso dell’informatica che a quanto pare ha finanziato, e continua a farlo, la campagna elettorale di Inhofe.

Eppure è strano visto che l’azienda di Mountain View ha da sempre ribadito la sua sostenibilità vantando impianti rinnovabili con i quali alimentare i propri stabilimenti, ed altre politiche di risparmio energetico e di mobilità sostenibile. Senza contare tutta la pubblicità concessa alle varie giornate dell’ambiente, degli oceani, delle foreste e così via. Il voltafaccia è inspiegabile, ma è ciò che è accaduto.

Ma chi è Jim Inhofe? Si tratta di un senatore dell’Oklahoma che definisce una bufala la storia che ci siano i mutamenti climatici, e soprattutto che a causarli siano le attività umane. Ha sempre avuto posizioni radicali sull’argomento, fino ad arrivare a definire l’Agenzia per l’Ambiente americana simile alla Gestapo. Per anni ha effettuato campagne di contro-informazione sul riscaldamento globale, nel tentativo di opporre un contraddittorio alle tesi del 97% del mondo scientifico, ed ha fondato il temuto tea party, quella corrente anti-ambientalista che vede ancora nel petrolio il futuro del mondo.

Un personaggio così non dovrebbe avere nulla a che fare con chi si professa paladino dell’ambientalismo come Google. Ed invece l’azienda californiana ospiterà oggi un pranzo elettorale in favore di Inhofe con l’obiettivo di raccogliere fondi. Per partecipare si spende da un minimo di 250 dollari ad un massimo di 2.500, e a questa montagna di denaro Google ha partecipato ulteriormente, finanziando la campagna elettorale con una donazione da 50 mila dollari.

Cosa ci farà Inhofe con tutti questi soldi? Oltre a cercare di farsi eleggere nel Congresso, finanzierà il suo strumento principale, il CEI o Competitive Enterprise Institute. Si tratta di un istituto legale che cerca in tutti i modi di screditare il riscaldamento globale e accusa gli scienziati di frode, arrivando persino a portarli in tribunale. Finora non ha mai vinto una causa, ma se continuerà ad essere finanziato a fondo perduto c’è il rischio che prima o poi la spunti.

Google tenta di difendersi affermando che la sua politica è di finanziare le campagne elettorali di entrambi gli schieramenti, in modo da tenersi tutti i politici buoni, ma non è detto che approvi le loro idee. Ci viene solo da chiederci perché, tra le migliaia di politici americani, si sia scelto di finanziare proprio il più negazionista che ci sia.

Photo Credits | Getty Images

Commenti (1)

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