Green economy, come cambiano le norme italiane nel 2016

di Michele Costanzo 1

lavoro in bicicletta
Con l’espressione ‘green economy‘ ci si riferisce ad un modello economico in grado di conciliare l’attività economica con la tutela dell’ambiente e la qualità della vita dei cittadini. In Italia esistono da tempo norme a sostegno della green economy ma come si può facilmente intuire la complessità della materia rende spesso necessario aggiornare il quadro di regole in cui muoversi. Il recente Collegato ambientale alla Legge di Stabilità ha introdotto una serie di novità nell’ordinamento italiano in materia di mobilità sostenibile, bonifica ambientale e raccolta differenziata. Analizziamo quindi più in dettaglio le novità della materia.

La nuova green economy del 2016

Le più recenti novità normative in tema di economia verde arrivano dal già citato Collegato ambientale approvato come Legge 28 dicembre 2015 n. 221 ed intitolata “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”. La nuova legge è stata già pubblicata in Gazzetta Ufficiale ed è entrata in vigore lo scorso 2 febbraio 2016.

I temi trattati nei 79 articoli della norma sono molteplici ed intervengono in vari settori dell’economia e dell’ambiente: dai nuovi fondi per la mobilità sostenibile alle bonifiche dei siti contenenti amianto, dai nuovi sottoprodotti utilizzabili nell’economia circolare ai nuovi fondi per la riduzione del rischio idrogeologico, dal nuovo marchio “Made Green in Italy” alle aree territoriali “Oil free zone”.

I fondi per la mobilità sostenibile

All’articolo 5 della nuova norma vengono introdotte novità in materia di mobilità sostenibile ed in particolare vengono messe a disposizione attraverso il Ministero dell’ambiente nuove risorse per 35 milioni di euro a sostegno di modalità di trasporto ecologico nei tragitti casa-scuola e casa-lavoro. I fondi per la creazione di un modello di green economy della mobilità a disposizione degli enti locali possono essere spesi in varie iniziativa tra cui car-pooling, car-sharing, bike-pooling, bike-sharing e per la realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti in bicicletta. Avevamo già accennato a questo aspetto del Collegato ambientale alcuni giorni fa parlando dei progetti del Comune di Milano per incentivare anche economicamente i lavoratori che sceglieranno di andare a lavoro in bici.

Le misure a sostegno della mobilità sostenibile si rivolgono prevalentemente alla grandi aree urbane e rientrano in un più ampio quadro di contrasto all’inquinamento atmosferico che negli ultimi mesi ha a più riprese generato situazioni di allerta.

Al successivo articolo 6 vengono stanziati complessivi 2,8 milioni di euro per il triennio 2015-2017 a sostegno delle aree marine protette. Sempre in tema di difesa del mare l’articolo 1 del collegato introduce l’obbligo di una polizza assicurativa a copertura dei rischi nei carichi trasportati via mare. 10 milioni di euro per l’anno 2016 sono inoltre stanziati per l’abbattimento delle opere abusive in zone al alto rischio idrogeologico. Viene inoltre istituito presso il Ministero dell’ambiente il nuovo Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico che raccoglierà le risorse disponibili per questo settore di intervento.

Green economy, nuovi sottoprodotti per biomasse e biogas

In tema di bonifiche ambientali il Collegato torna sulla complessa questione dell’amianto con l’introduzione di nuovi fondi per 5,667 milioni di euro all’anno per gli anni 2017, 2018 e 2019. I fondi saranno messi a disposizione delle imprese sotto forma di credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute in progetti di bonifica di aree contenenti amianto su beni e strutture produttive. L’accesso a queste risorse è limitato ai progetti che prevedano un investimento non inferiore ai 20 mila euro.

Novità anche in tema di green economy ed economia circolare ed in particolare di impianti biomasse e biogas. Con la Legge 221 alcuni sottoprodotti della lavorazione dello zucchero e degli oli vegetali vengono inclusi nell’elenco delle sostanze utilizzabili negli impianti a biomasse e biogas riconosciute per l’accesso agli incentivi per la produzione di energia elettrica.

Made Green in Italy ed Oil free zone

Tra le misure più innovative in tema di green economy, il Collegato ambientale introduce anche il marchio Made Green in Italy rivolto alle imprese che vogliano certificare l’impronta ambientale dei propri prodotti. L’uso del marchio, che recepisce una raccomandazione europea, sarà facoltativo e riconosciuto secondo una serie di parametri ambientali e produttivi. Scopo dell’iniziativa è quello di favorire la riconoscibilità dei prodotti eco-sostenibili legati al territorio.

Nuovo è anche il concetto di ‘Oil free zone‘. La Legge 221 consente ai comuni di istituire aree territoriali in cui procedere ad una progressiva sostituzione del petrolio e dei suoi derivati con energie prodotta da fonti rinnovabili.

In tema di raccolta differenziata l’articolo 32 della norma prevede un sistema di penalizzazione per i comuni che non raggiungono gli obiettivi in tema di riciclo sotto forma di addizionale al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica. All’articolo 45 inoltre viene data facoltà alle regioni di introdurre incentivi economici per i comuni virtuosi che ottengono i migliori risultati in tema di raccolta differenziata e riduzione della produzione di rifiuti non riciclabili.

Il testo integrale della Legge 28 dicembre 2015 n. 221 può essere consultato sul sito della Gazzetta Ufficiale.

Photo | Thinkstock

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