Manifestazione di Greenpeace a Pechino: “-100 a Copenaghen” (fotogallery)

di Redazione Commenta

statue di ghiaccio 1

Mancano solo 100 giorni alla fondamentale conferenza sul clima di Copenaghen, e in Cina sembra non importare a nessuno. Il più grande Paese del mondo, nonché il più inquinante, finora ha fatto tanti begli annunci sui propositi ecologici, ma a conti fatti, non si è prodigato così tanto. A questo punto non poteva che intervenire Greenpeace e manifestare, a modo suo, per porre l’accento su uno dei tanti problemi trascurati dal Governo cinese, la carenza d’acqua.

In Cina abbiamo posizionato cento statue di ghiaccio presso il “Tempio della Terra” a Pechino. Le sculture raffigurano dei bambini e simboleggiano il futuro incerto di oltre un miliardo di persone in Asia la cui sopravvivenza è minacciata dalla mancanza di risorse idriche. I cambiamenti climatici, infatti, stanno causando la perdita dei ghiacciai himalayani che riforniscono i fiumi Gange, Yangtze, Mekong, il Fiume Giallo e altri importanti bacini

spiegano dall’associazione ambientalista, che lancia l’allarme: di questo passo l’80% dei ghiacciai dell’Himalaya andranno perduto nell’arco dei prossimi 30 anni.

Una situazione gravissima, se consideriamo che la catena dell’Himalaya è il “terzo polo” del pianeta, dato che c’è una maggior quantità di acqua solo nell’Artico e in Antartide. Per ricordare al mondo, ma soprattutto ai cinesi, che questo problema non va sottovalutato, visto che gran parte delle popolazioni non solo di quel Paese, ma anche dell’India, sopravvivono grazie a quell’acqua, i manifestanti di Greenpeace hanno anche composto una scultura, sempre di ghiaccio, con il numero 100 su un mappamondo gigante, inaugurata a Nuova Delhi.

Questa sta a rappresentare i 100 giorni che mancano al giorno più importante per il futuro del nostro Pianeta, il giorno in cui si stabiliranno gli obiettivi per combattere il riscaldamento globale, ed in cui verrà organizzato l’Earth Hour, la famosa Ora della Terra, in cui in tutto il mondo si spegneranno le luci ad un determinato orario, per porre l’accento sul problema dello spreco energetico. Spiega Yang Ailun, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace in Cina:

Il Tempio della Terra era il luogo dove gli imperatori cinesi pregavano per la prosperità della natura e per buoni raccolti. Siamo oggi qui per sottolineare il rischio catastrofico che sta correndo il nostro Pianeta. La ricchezza futura di India e Cina si sta letteralmente sciogliendo al sole.

Ma come fare per fermare tutta questa catastrofe? La possibilità è una sola, come spiegato anche dai maggiori scienziati del mondo: fermare la crescita delle emissioni di CO2 entro il 2015 ed abbassarle quanto più possibile entro il 2050. Per farlo Greenpeace chiede ai Paesi industrializzati di abbassare le proprie emissioni del 40% entro il 2020 (il doppio rispetto agli obiettivi europei) rispetto ai livelli del 1990. Per quanto riguarda i Paesi sottosviluppati, la soglia si abbassa al 15-30% entro la stessa data. Di seguito le più belle foto della manifestazione.


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