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  • 29
  • feb
  • 2008

I pinguini imperiali e la lunga marcia dell’amore

Di Paola P., in Artide e Antartide, Cinema.
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Il 21 marzo uscirà nei cinema italiani La volpe e la bambina, film girato nel Parco Nazionale dell’Abruzzo. Il regista Luc Jacques sembra essere particolarmente sensibile al tema del rapporto fra l’uomo e la natura, considerando che già qualche anno fa ci aveva incantato con l’ormai celebre film-documentario La marcia dei pinguini. (Se non lo avete ancora visto correte a noleggiarlo! Ne vale la pena).

E’ sempre di un regista francese, Jacques Perrin, un altro capolavoro sui teneri abitanti dell’Antartide, Il popolo migratore, e anche questo merita pienamente di essere visto.
Ma cosa avranno di speciale i pinguini imperiali, da suscitare così tanto interesse nel genio creativo di chi fa cinema?



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Di risposte ce ne sarebbero molte, ma mai nessuna è più eloquente della semplice descrizione del loro modo di vivere.
Eh si, perchè i pinguini imperiali sono spinti più che dalla voglia di riprodursi, dall’amore. E nella coppia i compiti sono suddivisi equamente (senza che per questo siano state ingaggiate peregrinose lotte femministe!).
E’ la natura che insegna, ancora una volta… all’uomo.
Insegna la magia dei riti, della procreazione, del cammino verso la vita, dei tempi, dello stare vicini per riscaldarsi il cuore.
Non si fatica certo a capire adesso perchè questi dolci e buffi bipedi antartici suscitino suggestioni artistiche così intense.
Ma cerchiamo di conoscerli meglio e di ripercorrere le tappe del loro cammino:
i pinguini imperiali compiono un periglioso viaggio dalle fredde acque del mare alle colonie di nidificazioni nell’entroterra: circa 200 km da percorrere nel bel mezzo dell’inverno, con la colonnina del mercurio che può scendere fino a meno 40. Tutto per raggiungere l’Oamok, l’area in cui questi uccelli si incontrano, si scelgono e poi si accoppiano.
Ed è proprio lì che la femmina produce un unico uovo, lasciando poi al maschio il compito di covarlo.

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Lei se ne torna al mare, a recuperare cibo e forze, e ricompare dopo qualche mese a dare il cambio al maschio, stremato da un periodo di incubazione che dura da 90 a 120 giorni durante i quali rimane imperterrito in mezzo alla bufera, costretto a muoversi come sui tacchi, per tenere il suo uovo al caldo in una speciale sacca sulle sue zampe.

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Commenti:

Sono stati scritti 6 commenti su "I pinguini imperiali e la lunga marcia dell’amore"

  1. [...] La volpe e la bambina del regista-biologo francese Luc Jacquet, già autore della celebre Marcia dei pinguini (2005). Ad accompagnare la troupe durante le riprese durate sei mesi il fotografo naturalista Marco [...]

  2. [...] imparato a conoscerli e ad amarli attraverso pellicole dalla suggestione straordinaria, come la Marcia dei pinguini di Luc Jacques e Il popolo dei migratori di Jacques Perrin. Ma sui pinguini c’è sempre da [...]

  3. [...] la lunga marcia dei pinguini verso…l’estinzione. Dieci specie su diciotto sarebbero a rischio, o almeno stando alle [...]

  4. [...] lato migliore della medaglia è che il tour è a portata di clic e di tasca: una lunga marcia verso…il computer! Stando ad un rapporto pubblicato dal [...]

  5. [...] piccole esistenze a -50 gradi centigradi. Li ricorderete nel magistrale documentario di Luc Jacquet La Marche de l’empereur. Mai tragitto fu però così lungo e decisamente insolito di quello che ha condotto di recente un [...]

  6. [...] documentarsi al cinema, dunque, a meno che non stiano replicando questi due magistrali documentari: La marcia dei pinguini di Luc Jacques ed Il popolo migratore di Jacques Perrin che li vede protagonisti tra gli altri [...]




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