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IBM e Intel entrano nell’industria del fotovoltaico

 
Chiara Ranallo
30 giugno 2008
2 commenti

In un periodo in cui, a causa del vertiginoso aumento dei prezzi del petrolio, diventa indispensabile trovare soluzioni alternative per coprire il fabbisogno energetico mondiale, l’industria fotovoltaica è nell’occhio del ciclone attirando, sempre di più, investitori. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono i colossi dell’informatica. In particolare, negli ultimi giorni, ad annunciare la loro entrata in scena nel settore dell’energia solare, sono state IBM e Intel.

Entrambe le aziende hanno dichiarato l’intenzione di riversare le proprie competenze, circa la lavorazione del silicio per produrre microchip, nella realizzazione di cellule fotovoltaiche.


Nello specifico, IBM ha avviato una joint-venture con la Tokyo Ohka Kogyo allo scopo di produrre cellule fotovoltaiche realizzate in soluzioni anziché nel vuoto con sottili film di rame, indio, gallio e selenide. In questo modo si abbatterebbero i costi delle materie prime e della produzione e si otterrebbe un rendimento energetico maggiore, passando dal 6%-12% al 15% dell’energia solare totale convertita in energia elettrica. Prevista anche la creazione di concentratori fotovoltaici e architetture fotovoltaiche basate su nanostrutture come i nanoconduttori.

Intel, invece, ha deciso di fondare un’azienda ad hoc, la SpectraWatt con il principale obiettivo di costruire una nuova fabbrica nell’Oregon destinata alla produzione, a partire dal 2009, di cellule fotovoltaiche in silicio cristallino per una capacità di 60 megawatt. La SpectraWatt avrà, inizialmente, a disposizione circa 50 milioni di dollari investiti da Intel e altri possibili finanziamenti di diverse società quali Goldman Sachs, PCG Clean Energy and Technology Fund e Solon AG.

Obiettivi comuni, dunque, ma strategie diverse per le due grandi aziende dell’informatica. IBM punta, infatti, su nuove tecnologie per creare dispositivi innovativi, mentre Intel sceglie una tecnologia già collaudata in grado di offrire un buon rapporto tra resa energetica e costi di produzione. Intanto, gli esperti del settore sono convinti che anche altre grandi aziende dell’informatica seguiranno a breve l’esempio di Intel e Ibm. Tra queste Samsung, Advanced Micro Devices e LG.

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  • #1sekhmet

    Davvero una notizia confortante. Finalmente verrà incrementata la manodopera nei paesi Africani (centro africa per l’esattezza: Repubblica Democratica del Congo), dove l’estrazione dei minerali indispensabili per la produzione di questa tecnologia è fatta da decine di migliaia di minatori improvvisati. La notizia da ultima pagina è questa:
    http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E88237,00.html
    sono carini a trascurare questo piccolo particolare!

    30 giu 2008, 6:05 pm Rispondi|Quota
  • #2sekhmet

    Il video si intitola “Furti di Stato”…

    30 giu 2008, 6:05 pm Rispondi|Quota