Il Grande piano solare: dagli Stati Uniti nuove strategie energetiche

di Paola P. 1

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Il 69% dell’energia elettrica consumata da un Paese che brucia più degli altri, gli Stati Uniti, potrebbe essere ricavata dall’energia solare. E’ questo lo straordinario progetto presentato sulla rivista statunitense Scientific American.
Per coprire il fabbisogno annuale del Paese sarebbero sufficienti 40 minuti di energia solare. Spiegato con unità di misura più concrete, la riconversione del 2,5 % dell’energia solare che colpisce il Sud-Ovest degli USA basterebbe a coprire quanto consumato dal Paese nel 2006. Oggi l’energia proveniente dal sole equivale solo al 6% del totale, secondo il Grande piano solare è destinata ad aumentare fino al 69% con la produzione di ben 3000 gigawatt.

Le tre azioni principali previste dal progetto di Scientific American sono:

  1. la costruzione di fattorie solari in Arizona, attrezzando 80 mila metri quadrati (pari a sei campi da calcio) con celle a telloluro di cadmio (attualmente sono le meno costose in circolazione). Queste basterebbero a produrre 1500 gigawatt di energia. Con il metodo del solare a concentrazione si produrrebbero i restanti 1500.
  2. l’impiego di caverne pressurizzate risolverebbe il problema di energia, quando il sole non c’è. Si utilizzerebbe l’energia solare per convogliare aria pressurizzata in delle caverne per poi utilizzarla, quando occorre, per mettere in moto le turbine di una centrale di energia. In Germania esistono già impianti di questo tipo e metterli in moto costa meno di una batteria tradizionale. Una soluzione alternativa sarebbe l’impiego di sali fusi, che trattengono molto bene il calore.
  3. L’impiego di corrente diretta, piuttosto che alternata, costruendo linee ad alto voltaggio per il trasferimento dell’energia dai luoghi di produzione a quelli di consumo. Le nuove linee risulterebbero molto più efficaci di quelle a corrente alternata.

Il costo di realizzazione del progetto consterebbe di 400 miliardi di dollari, solamente il doppio della cifra spesa per la guerra in Iraq. Si potrebbe, realizzandolo, abbandonare il petrolio come fonte di energia primaria, a favore dell’energia solare pulita. Ciò che manca per l’approvazione è la volontà politica di attuare il piano. Chissà che la nuova imminente presidenza non rappresenti una svolta positiva in questo senso…

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