Ilva di Taranto, migliaia in corteo contro inquinamento e tumori

di Matteo Carriero 1

L‘Ilva di Taranto continua a inquinare e cittadini, medici, ambientalisti a protestare: nella giornata di ieri migliaia di persone hanno partecipato al corteo contro l’inquinamento e i tumori provocati dall’impianto siderurgico della famiglia Riva.

A Taranto si muore di tumori e si muore di inquinamento e grandissima responsabilità per tutto ciò è da addebitarsi, come è ben noto, all’Ilva. Un corteo di migliaia di persone si è mobilitato grazie al “Comitato 7 aprile” che ha organizzato l’evento che ha visto aderire cittadini di Taranto e non solo, moltissimi medici, pediatri, ambientalisti. Il primario pneumologi della clinica Villa Verde di Taranto, Gennaro Viesti, ha partecipato alla manifestazione e ha dichiarato:

La situazione è drammatica. Non c’é giorno in cui non faccio una diagnosi di tumore. Voglio lanciare un grido di allarme per tutte le malattie respiratorie che a Taranto sono le uniche in aumento. Sono un costo non solo per le famiglie ma anche per la società.

Tutti sanno benissimo che lIlva di Taranto continua a uccidere, ma l’Aia che dovrebbe portare alla bonifica e all’ammodernamento dell’impianto secondo molti non viene attuata come prestabilito. Di particolare rilievo è il nuovo esposto presentato per presunte mancanze nei confronti del rispetto dell’Aia, questa volta da parte di Legamjoinici. Un caso di poco precedente riguardante i ritardi nell’attuazione delle prescrizioni era finito in un nulla di fatto. Questo nuovo esposto parla dell’Ilva, del Ministero dell’ambiente e della salute nonché del sindaco e del prefetto di Taranto. Gli autori

chiedono che l’autorità giudiziaria proceda nei confronti dei soggetti sopra menzionati, nonché di tutti gli altri che eventualmente dovessero risultare responsabili con particolare riferimento a fatti, azioni e omissioni in danno della salute pubblica.

Che fine farà questo esposto? Al momento nessuno può dirlo, ma una cosa è certa: i cittadini di Taranto non vogliono smettere di lottare.

Photo credits | Getty Images

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