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Ilva Taranto, politici e funzionari indagati per corruzione

 
Valentina Ierrobino
18 agosto 2012
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Ilva Taranto

Proseguono le vicende relative alle acciaierie Ilva di Taranto. Dopo la chiusura confermata del polo industriale scattano le manette per politici e funzionari coinvolti in operazioni illecite e per corruzione. Prosegue lo sciopero di due per gli oltre cento operai che aderiscono ai sindacati Fim Cisl e Uilm che dalla mattina di ieri hanno bloccato la statale Appia in direzione Bari e la 106 per Reggio Calabria. Blindate le strade limitrofe alla prefettura di Taranto dove si sono riuniti il ministro dell’Ambiente Corrado Clini e il ministro Passera dello sviluppo Economico per decidere sul futuro delle acciaierie della città; Grande manifestazione di piazza tra fischi per Clini e applausi per il gip Todisco.

Le indagini preliminari e le prime intercettazioni, partite la settimana scorsa, hanno portato alla scoperta di un illecito nei controlli di qualità dell’Ilva fatti da funzionari pubblici sotto la supervisione di politici corrotti. Sarebbero 13 tra politici e funzionari pubblici indagati per aver manipolato e alleggerito i controlli di qualità dell’impianto di Taranto, al vaglio delle indagini con l’accusa è quella di corruzione e concussione. L’inchiesta bis è ruota attorno alla figura di Girolamo Archinà, l’uomo che prendeva i contatti con i diversi politici e funzionali pubblici indagati, capace di “perturbare l’operato degli enti pubblici riuscendo talvolta anche a pilotare i sopralluoghi e le verifiche presso Ilva”, come si legge nelle intercettazioni pubblicate su diversi quotidiani. Archinà, licenziato dall’attuale presidente delle acciaierie, Bruno Ferrante, sarebbe il responsabile delle emissioni inquinanti e dell’elevato numero di malattie e decessi legati alle acciaierie.

Grande manifestazione ieri in piazza Immacolata nel centro di Taranto in memoria delle vittime dell’inquinamento. Il comitato promotore dei “Cittadini liberi e pensanti” è stato sostenuto da centinaia di ambientalisti. Come spiega uno dei rappresentanti del comitato, Massimo Battista, la popolazione non si sente per nulla tutelata dal governo e dal ministro Clini, più volte fischiato durante la manifestazione, ma crede nell’operato del gip Patrizia Todisco

Non ci sentiamo più rappresentati dai politici e dai sindacalisti per questo abbiamo deciso di costituire questo comitato. Siamo stanchi da essere rappresentati da chi ieri era al servizio dell’Ilva pubblica e oggi di quella privata. Tra di noi non ci sono leader ma siamo tutti liberi e pensanti. Non si decida più nelle segrete stanze questo non lo possiamo e non lo dobbiamo permettere.

[Fonti: AGI News; Ansa]

[Photo Credit | Thinkstock]

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