Industria italiana, pochi investimenti per tecnologie pulite

di Valentina Ierrobino Commenta

L’industria italiana spende denaro per limitare i danni all’ambiente e per abbattere l’inquinamento post produzione, ma non investe nelle tecnologie pulite e nella Green economy. Tra contraddizioni e soldi spesi male, vediamo il rapporto Istat sugli “Investimenti per la protezione dell’ambiente delle imprese industriali”.

Alcuni giorni fa la nuova presidenza danese dell’Unione europea si faceva portavoce di nuovi programmi per l’ambiente: innovazione e tecnologie pulite per rilanciare l’economia e per salvaguardare l’industria dell’Europa. Ieri arriva invece il rapporto Istat su quali sono le condizioni dell’industria in Italia: non c’è innovazione nella produzione ma si spende per eliminare o limitare l’impatto ambientale. Nel 2009 ben 2.075 miliardi di euro sono destinati dal settore alla rimozione dell’inquinamento, circa il 5,1% degli investimenti lordi dell’intero comparto. Una cifra altissima che fa riflettere di come il denaro c’è ma viene speso male. Se le industrie rinnovassero i loro procedimenti tecnici, se puntassero sulle fonti rinnovabili e quindi sulla Green economy non ci sarebbe bisogno di investire per limitare i danni all’ambiente perché i prodotti sarebbero già in partenza a basso impatto ambientale. Si legge nel rapporto sugli “Investimenti per la protezione dell’ambiente delle imprese industriali” che le spese sono ripartite tra

Attività di protezione e recupero del suolo e delle acque di falda superficiali, nell’abbattimento del rumore, nella protezione del paesaggio e protezione dalle radiazioni e le attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla protezione dell’ambiente assorbono complessivamente il 38,6% di quelle totali.

Gli investimenti sono dunque per l attrezzature, le installazioni o i dispositivi per il controllo e l’abbattimento dell’inquinamento, i cosiddetti end-of-pipe; mentre gli investimenti integrati sono solo il 20,6% del totale. Altra spesa maggiore è per la fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio. Chiaro il rapporto finale dell’Istat

Nel complesso, appare evidente come le imprese industriali realizzino prevalentemente investimenti atti a rimuovere l’inquinamento dopo che questo è stato prodotto, anziché integrare i propri impianti con tecnologie più pulite, che contribuiscono a rimuovere alla fonte l’inquinamento generato dal processo produttivo.

[Fonte: Istat]

[Photo Credit | Thinkstock]

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