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Inquinamento e meduse, ecco cosa temono di più gli italiani al mare

 
Valentina Ierrobino
30 maggio 2011
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Da una ricerca condotta da Ipr Marketing, presentata allo Slow Fish di Genova dalla Fondazione Univerde, è emerso che gli italiani al mare hanno paura dell’inquinamento causato soprattutto dal lavaggio delle petroliere e dalle trivellazioni, temono le meduse che possono irritare la pelle con i loro tentacoli, gli scooter d’acqua e anche gli squali.

L’inquinamento spaventa il 42% degli italiani, mentre hanno paura delle meduse il 24% degli intervistati e della guida irresponsabile di veicoli a largo delle spiagge, il 17% del campione. A mettere più paura è principalmente l’inquinamento causato dal petrolio e dagli idrocarburi. Se il 65% degli italiani teme le petroliere e le piattaforme di estrazione dell’oro nero, le navi container e i motoscafi, il 64% si dichiara contrario alle trivellazioni.

Il presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio, ha affermato che da quanto emerso si comprende che gli italiani sono più informati sull’ambiente e l’ecologia e che

C’è sensibilità al problema: i disastri recenti sono un monito.

Il presidente di Slow Food Italia, Roberto Burdese, e il responsabili scientifico Silvio Greco, hanno evidenziato invece che l’inquinamento delle nostre spiagge e delle acque è leggermente diminuito nel tempo, grazie alle campagne di sensibilizzazione e ad un più attento impatto ambientale da parte delle industrie, ma tuttavia permangono le preoccupazioni degli italiani. Gli italiani la pensano diversamente e il 63% del campione intervistato è certo che rispetto agli ultimi 4-5 anni il mare è meno pulito, il 25% lo vede allo stesso modo, e solo il 6% percepisce un miglioramento.

Le preoccupazioni  degli italiani al mare si riversano anche sull’inquinamento che viene da terra, anche perché meno invisibile: lo scarico delle industrie è temuto dal 49% degli italiani, mentre le fogne non depurate dal 34%. Nell’ultimo anno il campione intervistato inoltre ha nuotato in acque inquinate da: buste di plastica, avvistate dal 59% degli intervistati; rifiuti galleggianti (40%); cicche di sigaretta (27%) e liquidi galleggianati (19%).

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[Fonte: Ansa]

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