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Sbarcano in Italia le Transition Town. La prima a Monteveglio (Bo)

 
Paola P.
18 agosto 2009
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monteveglio

Tra i tanti movimenti ambientalisti esistenti al mondo ce n’è uno molto particolare, che non professa soltanto l’arte dell’ecologia, e non fa delle sporadiche azioni dimostrative, ma che vive secondo natura a 360 gradi. Il movimento è quello delle Transition Towns, e prevede che un’intera cittadina viva senza emettere nemmeno un grammo di CO2. La prima nata in Italia si trova a Monteveglio, in provincia di Bologna, ed è già diventata un mito.

I montevegliesi, che da oggi si dovranno chiamare transition townies, hanno detto no al petrolio, e l’energia di cui hanno bisogno se la procurano con le fonti rinnovabili, solare su tutte. Ma non solo. Per poter abbattere le emissioni, sono letteralmente bandite frutta e verdura provenienti da regioni lontane. Tutti i vegetali sono coltivati negli orti del paese o di quelli vicini. Ma non finisce qui.

Gli appezzamenti di terreno sono messi in condivisione tra i vari concittadini, in maniera tale da favorire una migliore coltivazione per soddisfare il fabbisogno dell’intero paesino. I terrazzi vengono utilizzati come deposito e gli impianti fotovoltaici si stanno moltiplicando come funghi. Anche il riuso è massimizzato, perché in questa cittadina di 5.000 abitanti non si butta niente, ma viene tutto rimesso in vendita in negozi dell’usato, in modo da ridurre al minimo l’immondizia.

Anche se sanno che sarà un processo lento, i fautori delle Transition Town prevedono una diminuzione energetica ed un decadimento economico del mondo futuro, il quale potrà essere salvato soltanto dal basso, con iniziative simili a questa. Iniziative non nuove fuori dall’Italia. Il movimento infatti nasce nel 2005 in Irlanda, e da allora ha visto nascere decine e decine di Transition Town in Europa, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, Nuova Zelanda e persino in Sudafrica, dove sembra che città di questo tipo siano la regola piuttosto che l’eccezione.

Ma non si tratta solo di piccoli paesini che hanno posto il veto al petrolio. Esistono anche grandi città come Bristol, o un quartiere di Londra, Brixton, ad aver adottato questo stile di vita. L’obiettivo ultimo è di estendere questo modo di pensare a quante più città possibili, fino ad influenzare la politica nazionale che deve adottare questi provvedimenti ecologici. Monteveglio sarà solo la prima Transition Town, perché ce ne sono altre in progettazione in Abruzzo, Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia, Lombardia, Piemonte e Lazio.

Fonte: [Repubblica]

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