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L’ambiente che danneggia il nostro DNA

 
Barbara
9 marzo 2008
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Il nostro patrimonio genetico rischia, a contatto con agenti esterni, di essere danneggiato, nonostante sia dotato di un proprio sistema di riparazione, cosa rischiosa soprattutto se coinvolge informazioni fondamentali nello sviluppo del corpo e nel metabolismo cellulare. Quando si parla di malattie genetiche causate da mutazioni, ci si riferisce a patologie dovute ad una casualita’, ad un errore sporadico, ma non sempre e’ cosi’ poiche’ spesso questo errore viene generato nell’organismo, in seguito all’esposizione ad ambienti ricchi di inquinanti (sostanze chimiche, gas, tossine, virus).

Le zone geografiche d’ Italia, nelle quali sono maggiormente concentrate industrie petrolchimiche, chimiche, di vernici, soprattutto quelle in cui non c’è controllo sullo smaltimento dei prodotti di rifiuto, presentano una elevata percentuale di soggetti affetti da mutazioni genetiche. Le sostanze incriminate sono gli epossidi, le colle, gli idrocarburi, le amine aromatiche, che se rilasciate nell’aria attraverso i fumi industriali, oppure nelle acque attraverso gli scarichi, arrivano a danneggiare l’ uomo, che accumula inconsapevolmente quantita’ tossiche di tali principi.


L’ incidenza di inquinamento da elementi chimici nell’insorgenza di neoplasie, in talune aree (Sicilia, Campania, Liguria, Calabria) ha percentuali tra il 50/70%, nonchè elevatissima è la percentuale di mutazioni genetiche nei feti, oltre il 60%, e di malattie respiratorie, quali l’asma e l’enfisema.

La concentrazione di gas tossici nell’aria inoltre sta contribuendo sempre piu’ ad innalzare la temperatura atmosferica, accentuando l’ aggravarsi del buco dello strato di ozono, la cui conseguenza è la mancata filtrazione delle radiazioni eccitanti dannose, soprattutto dei raggi UVB, che hanno come bersaglio diretto il DNA delle cellule. La collisione tra raggio e Dna determina danni di natura diretta, dovuti a reazioni fotodinamiche, oppure ad azione dei radicali liberi.

L’esposizione umana ad una simile concentrazione di sostanze tossiche, amplifica il danno da mutazione, poiche’ puo’ danneggiare il portatore della mutazione, ma soprattutto puo’ determinarne la trasmissione alle generazioni successive. La rottura del codice informativo, contenuto nel DNA, deregola l’espressione dei caratteri dell’ organismo in maniera del tutto imprevista.

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