L’impegno e gli obiettivi del Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente

di Redazione Commenta

Con oltre 70 anni di esperienza alle spalle, l’Istituto Donegani è uno dei principali centri di ricerca industriale in ambito europeo. L’obiettivo alla base di ogni studio effettuato al suo interno è quello di progettare e sviluppare delle tecnologie che possano essere rivoluzionarie in ambito chimico, in particolar modo nel campo dell’energia e dell’ambiente.

La svolta è arrivata nel 2007, quando Eni ha ridefinito la missione dell’Istituto Donegani, che è divenuto il Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara. In particolar modo, come ci fa capire la denominazione, si è deciso di puntare maggiormente sulla ricerca di fonti energetiche non convenzionali e rinnovabili, come biomasse ed energia solare. Secondo Eni, infatti, si tratta delle due fonti di energia che hanno le più alte potenzialità e possibilità di essere impiegate su larga scala in qualsiasi ambito. Sostenibilità ambientale e vantaggi economici, questi i due obiettivi che Eni si è posta nello sviluppo di queste due fonti energetiche.

I passi in avanti riguardanti l’energia solare si sono concentrati soprattutto sullo sviluppo di particolari celle fotovoltaiche ed ibride, costruite impiegando metodologie decisamente innovative. Il primo impianto dimostrativo basato su questa tecnologia è in funzione proprio presso una delle sedi Eni a Roma.

Il Centro Ricerche sta lavorando da tempo su alcuni progetti, tra i quali lo sviluppo di batterie a flusso con coppie redox originali e con elettrodi ad alta superficie in grado di immagazzinare energia per tempi di alcune ore.  Di particolare importanza l’ideazione di innovativi processi legati allo smaltimento e alla valorizzazione dei rifiuti, come ad esempio il processo Waste-to Fuel, che permette di estrarre dalla frazione umida dei rifiuti solidi urbani oltre l’80% di energia trasformandola in bio-olio. Una ulteriore linea di ricerca studia come utilizzare microorganismi per la saccarificazione degli scarti agricoli e la loro trasformazione in lipidi con speciali lieviti oleaginosi. I grassi prodotti possono essere trasformati in biocarburanti grazie al processo proprietario Ecofining.

Importanti risultati sono stati ottenuti anche in tema di bonifiche ambientali per il risanamento di suoli, sedimenti ed acque, senza dimenticare poi la ricerca per lo sviluppo di tecnologie atte al recupero di spandimenti di greggio o sostanze organiche in varie tipologie di ambienti.

Ogni attività all’interno del Centro viene portata avanti grazie al contributo di Università e centri di ricerca non solo italiani, ma anche europei e statunitensi, come il Centre National de la Recherche Scientifique, la Stanford University e il Massachusets Institute of Technology (MIT) di Boston con i quali Eni ha in essere da anni un efficace network scientifico.

Il Centro, per quanto riguarda il settore dell’energia solare, ha portato avanti progetti di assoluto prestigio come, ad esempio, la creazione di celle fotovoltaiche che si basano su materiali organici e/o polimerici, ma anche lo sviluppo di concentratori solari luminescenti. Di grande rilevanza anche il progetto dedicato allo sviluppo di tecnologie di fotosplitting, sia per l’ambiente che per l’energia e quello volto alla creazione di strutture CSP/combinato per produrre energia elettrica.

Da rimarcare, infine, il progetto europeo PHOCS, legato alla fotoproduzione diretta di idrogeno mediante fotocatodi catalitici ibridi.

 

In collaborazione con Eni

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