L’orso marsicano è quasi estinto

di Marco Mancini Commenta

Nelle foreste del Parco Nazionale d’Abruzzo vive (o sarebbe meglio dire “sopravvive”) una delle più rare creature della Terra: l’orso bruno marsicano. Negli ultimi decenni la specie è stata sull’orlo dell’estinzione. Secondo le stime attuali la loro popolazione è composta da meno di 50 individui, in calo dagli oltre 100 nei primi anni ’80. Recentemente, un programma finanziato dalla UE per aiutare a preservare gli animali in pericolo l’ha preso in considerazione, ma un evento triste avvenuto pochi giorni fa suggerisce che potrebbe non essere sufficiente.

La maggior parte, se non tutti, degli individui rimanenti, membri di una sottospecie di orso bruno europeo, si pensa vivano soltanto nel Parco Nazionale d’Abruzzo, ma nonostante siano considerati specie protetta, questo non è riuscito a frenare il loro declino Purtroppo, le minacce contro gli orsi marsicani sono numerose: veleno destinato ad altri animali, caccia illegale, sviluppo urbanistico e incidenti automobilistici. E proprio pochi giorni fa un orso marsicano è stato trovato morto sul ciglio della strada, presumibilmente dopo essere stato travolto da un’auto.

In effetti, potrebbe già essere troppo tardi per salvare gli orsi. L’amministratore del Parco Giuseppe Rossi ha detto a The Christian Science Monitor che crede che i numeri degli animali siano al di sotto della soglia di sopravvivenza. Gli sforzi ora sono concentrati nel tentativo di preservare le poche decine di esemplari rimanenti:

Una nuova iniziativa per la conservazione da 5 milioni di euro del Life Arctos Project, parzialmente finanziato dall’Unione europea, durerà fino al 2014. Gli sforzi includono installare recinzioni elettrificate intorno agli alveari e agli orti per dissuadere le bestie in cerca di cibo ad avvicinarsi alle persone; e piantare alberi da frutto con cui gli orsi possono sfamarsi, incoraggiandoli a cercare il cibo in collina, piuttosto che intorno agli insediamenti.

Gli orsi bruni marsicani sono la più grande specie terrestre nativa italiana. Ma nonostante la loro statura imponente, dopo decenni di lotta per la loro stessa sopravvivenza contro l’estinzione, nessuna misura per la conservazione sembra essere sufficiente.

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[Fonte: Treehugger]

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