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Manovra: confermati gli incentivi per l’efficienza energetica, ma non solo

 
Marco Mancini
5 dicembre 2011
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Il Presidente del Consiglio Mario Monti è stato di parola. Pochi giorni fa aveva annunciato, attraverso il suo Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che avrebbe confermato le detrazioni fiscali per chi esegue lavori di ristrutturazione nella propria abitazione per renderla più efficiente energeticamente. Ieri, alla presentazione delle azioni del Governo nella manovra economica, queste detrazioni c’erano. E non erano le sole.

Infatti il nuovo Governo ha individuato un altro problema ambientale pressante per l’Italia, e cioè la bonifica di aree inquinate. In particolare spunta un provvedimento, che tra i giornali è passato abbastanza inosservato, dedicato ad aree di

particolare complessità a causa della natura della contaminazione degli interventi.

In pratica si tratta di rendere più preciso l’iter da intraprendere per bonificare aree particolari, come ad esempio le zone con l’amianto piuttosto che con l’emergenza rifiuti, in modo da separare in fasi ben distinte tutto il processo e renderlo più facilmente controllabile. In questo modo i rallentamenti dovrebbero diminuire e dovrebbero ridursi anche gli sprechi dovuti alla corruzione e alla lentezza della macchina burocratica.

Ma tornando alle case, l’aiuto è consistente e non è nulla di più né di meno di quello che aveva fatto il Governo Prodi ormai quasi 5 anni fa, e che Berlusconi (o sarebbe meglio dire Tremonti) ha messo in dubbio tanto da arrivare quasi all’eliminazione. In pratica si tratta di una detrazione fiscale del 55% per chiunque voglia ristrutturare la propria abitazione per inserire pannelli ad isolamento termico, fare un impianto di riscaldamento ecologico, installare un pannello solare ed altri provvedimenti per ridurre gli sprechi energetici, prorogando tale detrazione fino al 31 dicembre 2014.

A questo si aggiunge un’altra detrazione, questa volta del 36%, che però diventa strutturale, cioè ci sarà per sempre e non sarà mai tolta né diminuita, per i lavori in edici non residenziali in zone colpite da calamità naturali. In questo modo se si vorrà ricostruire un’azienda o un negozio nelle aree come quelle colpite dall’alluvione di Genova o in Sicilia, oppure ricostruire qualcosa nelle aree terremotate de L’Aquila, almeno una parte delle spese si potrà detrarre dalla dichiarazione dei redditi. Nulla di eccezionale, intendiamoci, provvedimenti simili e forse migliori sono stati presi in Paesi del Nord Europa, ma vedendo la situazione economica attuale dell’Italia si tratta di sforzi apprezzabili che sicuramente ci fanno tirare un sospiro di sollievo dopo i tre anni e mezzo di Governo Berlusconi che un giorno sì e l’altro pure minacciava di ridurre gli incentivi ambientali.

Photo Credits | Getty Images

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