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  • 07
  • lug
  • 2010

La marea nera interrompe la corrente del Golfo

Di Marco Mancini, in Eco news, Inquinamento.

corrente del golfo

La corrente del Golfo è una corrente d’acqua calda che dal Golfo del Messico raggiunge l’Europa da milioni di anni. Ma d’ora in avanti c’è il rischio che questa non ci sia più, o che muti il suo movimento. La causa? Ancora una volta la perdita di petrolio dalla piattaforma della BP.

A spiegarlo è il fisico Gianluigi Zangari, dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), il quale sul sito dell’Associazione Geofisica Italiana spiega come la marea nera abbia “spezzato” la Loop current, uno dei “motori” della corrente del Golfo.

Secondo i dati provenienti dai satelliti, le conseguenze dell’enorma quantità di petrolio cosparsa nell’Oceano Atlantico sono imprevedibili, ma si sa che è riuscita ad interrompere un equilibrio che ci ha messo milioni di anni per formarsi, ma che

potrebbe subire conseguenze irreparabili

se non verrà presto ripristinato, come afferma lo stesso Zangari.

Fonte: [Ansa]

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Commenti:

Sono stati scritti 4 commenti su "La marea nera interrompe la corrente del Golfo"

  1. La marea nera interrompe la corrente del Golfo…

    La corrente del Golfo è una corrente d’acqua calda che dal Golfo del Messico raggiunge l’Europa da milioni di anni. Ma d’ora in avanti c’è il rischio che questa non ci sia più, o che muti il suo movimento. La causa? Ancora una volta la perdita di petro…

  2. [...] ai turisti di non abbandanare le coste della Florida che cominciano a sporcarsi a causa della marea nera. Se gli Stati Uniti risentono così tanto di questo disastro, figuriamoci cosa potrebbe accadere [...]

  3. maurotoe

    vorrei sapere novita’ sulla situazione della marea nera. e se ci sono come spero dei miglioramenti. grazie mille mauro.

  4. Marco Mancini

    ciao Mauro, certo che ci sono miglioramenti ;-)
    La falla è stata tappata definitivamente e i residui di petrolio stanno piano piano sparendo. Certo, le conseguenze sugli animali e le piante acquatiche si sentiranno ancora per qualche decina d’anni, ma rispetto a luglio la situazione è decisamente migliorata.




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