Un insetto laborioso e industrioso, l’ape, che rispetta una gerarchia e un ordine che fanno ben capire la precisione e la semplicità delle strutture e delle organizzazioni sociali naturali.
L’uomo, che passa invece il tempo a fare la guerra ai suoi simili, anziché prendere come esempio l’ape, fa in modo di distruggerla, impiegando pesticidi in dosi massiccie che ne mettono a rischio la sopravvivenza.
E’ l’allarme, l’ennesimo che riportiamo, lanciato dai ricercatori della Pennsylvania University.
Secondo gli studiosi, le api si nutrono di polline contaminato da ben 70 tipi diversi di disserbanti chimici, il che provocherebbe una diminuzione nella produzione di miele, nonchè un abbassamento della qualità del prodotto.
Analizzando cera, api e larve, i ricercatori hanno individuato la presenza di livelli elevati di fluvalinati e coumaphos, pesticidi usati per combattere gli acari che aggrediscono le api appena nate.








