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Migrazione climatica: più vicina di quel che si pensa

 
Paola P.
28 giugno 2009
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migrazione-climatica

Ecco gli ultimi pronostici su come l’impatto climatico potrà domani cambiare le nostre vite, senza più permetterci di girare la testa dall’altra parte.

I rifugiati climatici non possono permettersi di spostarsi molto lontano quindi noi dobbiamo solo rendergli le cose più facili. Vi è una crescente preoccupazione per il fatto che il cambiamento climatico spinga centinaia di milioni di persone a migrare, ma molti politici vedono questo solo come un problema quando in realtà può essere un elemento chiave della soluzione.

Questo non l’ha dichiarato un ambientalista, ma il portavoce dell’Istituto internazionale per l’ambiente e lo sviluppo americano, citato da una relazione dal titolo: ” Un radicale cambiamento è necessario per porre fine all’allarmismo sulle migrazioni legate al clima”.

Facendo un paragone, quando un uragano devasta una città costiera, si possono dedicare le conseguenti macerie alla causa della preservazione della natura. Ma cambiare il modo di pensare, portandolo non a capire cosa fare dopo, ma all’evitare il prima, è una cosa buona. Ritornando al nostro problema, c’è un grave dilemma su come comportarsi con la migrazione che ci aspetta a breve, e la soluzione non si discosta dall’esempio fatto prima.

Quei territori, di fronte ad un cambiamento climatico, vicino o lontano che sia, non apparterranno più a nessuno, ma si finirà per farli diventare un parco o una riserva naturale in memoria di ciò che erano una volta. Senza contare che a breve il massiccio arrivo dei migranti, la loro voglia di ottenere quei diritti che l’Occidente, indirettamente, gli ha tolto, probabilmente porterà a peggiorare le economie di mezzo mondo.

Woody Guthrie ci aveva azzeccato quando, riflettendo su larga scala, e piuttosto localizzata, parlava della forte migrazione forzata del 1930 verso l’Eldorado, nella canzone Do Re Mi:

Un sacco di gente torna ad Oriente, si dice, e lascia la propria casa ogni giorno,
Battendo la calda polverosa e vecchia strada della California.
Attraversa le sabbie del deserto che rotolano, fanno polvere nella vecchia ciotola,
Essi pensano sia una zuccheriera, ma questo è quello che si trovano
Ora, la polizia presso il confine dice:
“Tu sei il numero quattordicimila di oggi”.

Speriamo che questo scenario, solo un secolo dopo, non abbia come ambientazione tutto il mondo.

Fonte: [Treehugger]

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