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Mutamenti climatici: veramente causati dall’uomo?

 
laura
26 maggio 2008
3 commenti
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Il termine mutamento climatico a volte si utilizza in modo poco appropriato, utilizzandolo come sinonimo di riscaldamento globale. La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change o UNFCCC) utilizza il termine mutamenti climatici solo per riferirsi ai cambiamenti climatici prodotti dall’uomo e quello di variabilità climatica per quello generato da cause naturali. In alcuni casi, per riferirsi ai mutamenti climatici di origine umana si utilizza l’espressione mutamenti climatici antropogenici.
Molto spesso si parla di come l’uomo sia causa di questi fenomeni, ma accanto alla schiera di studiosi che attribuiscono all’attività umana i mutamenti climatici in atto, esiste un’altra, forse meno folta ma sicuramente meno nota, convinta che i cambiamenti del clima non possano essere addebitati all’uomo. Da alcuni studi delle temperature globali è stato osservato che nel corso degli ultimi mille anni si sono avvicendati periodi di surriscaldamento e sensibili abbassamenti dei valori medi, chiaramente non collegati all’attività umana. Tra l’800 e il 1300, ad esempio, il clima del Pianeta ha attraversato un periodo di particolare surriscaldamento con temperature superiori alla media odierna, detto Periodo medioevale caldo. I Vichinghi conquistarono la Groenlandia (da green land = terra verde), chiamata appunto così per le enormi distese verdi che incontrarono.


Solo una cosa è certa: la perdita del ghiaccio marino presente nella zona artica nel periodo estivo, come documentato tutti i dati da satellite, è aumentata drammaticamente e lo spessore del ghiaccio ha raggiunto i record di minima nel 2005 e in modo ancora più grave nel 2007. Nel settembre 2007 il ghiaccio marino della calotta polare artica si è ritirato fino al 39% rispetto alle medie registrate nel periodo 1979-2000. Lo scioglimento dei ghiacci dell’intera calotta e in Groenlandia è così accelerato che ormai il tema del dibattito tra gli scienziatinon è più sulla causa di questo scioglimento, ma piuttosto di quanto sia vicino il punto di non ritorno, ovvero il punto in cui l’ecosistema subirà un danno tale che sarà considerato irreversibile.

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Commento

  • #1sekhmet

    Perdonate se ribadisco la cosa: i ghiacci del polo nord NON esistono già più! e SE si riformeranno quest’invero…beh, lo spero proprio. Le comunità scientifiche dell’ artico è a casa in vacanza forzata, quella dell’antartico vive con le valige pronte alla partenza. La groenlandia sta già calando a forza di sudare e le acque degli oceani cominciano a salire…gli uragani sono aumentati e sono comparsi anche dive NON dovevano esserci (emisfero sud) e in giappone. L’america del nord ha visto aumentare del 28% il numero degli uragani ogni stagione (non ogni anno) e i tornado sono qualche migliaia all’anno… se tanto mi da tanto…dio sa cosa c’è sotto. Ma lo sappiamo e bene anche! Ma chi viene pagato per stilare i rapporti come conviene ai loro superiori, stanno alle regole del gioco. Qualcuno ha detto: è incredibile che la capacità di non capire di una persona, è pari allo stipendio che guadagna. e negli states la regola è questa. Tutte le maggiori ricerche sul globo sono finanziate da loro, o meglio dai petrodollari…

    3 giu 2008, 9:41 pm Rispondi|Quota
  • #2sekhmet

    1

    6 giu 2008, 7:33 pm Rispondi|Quota
  • #3sekhmet

    strano nick e un po lunghino: Giornata mondiale….non mi arrischio a pensare la sua data di nascita.

    17 giu 2008, 4:57 am Rispondi|Quota
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