Naufragio Costa Concordia, tutti i dati sul recupero

di Marco Mancini 5

Ci vuole quasi un anno, e per la precisione altri 10 mesi (più uno già passato) per far sì che la Costa Concordia venga portata via dall’Isola del Giglio. E’ quanto ha stabilito ieri Franco Gabrielli, commissario all’emergenza, che ha dato i tempi e i modi per la rimozione del relitto. Un relitto che rischia di rovinare la stagione estiva agli albergatori dell’area, ma che se non viene rimosso nel modo corretto, rischia di distruggere l’intero ecosistema marino e costiero per i prossimi decenni.

I numeri: la cifra 2400 ormai è arcinota, e rappresenta le tonnellate di carburante che sono attualmente presenti all’interno dei serbatoi della Costa Concordia. In particolare i serbatoi sarebbero 15, di cui 6 che contengono due terzi del totale del diesel e che chiaramente saranno i primi ad entrare nel mirino della squadra di recupero della Smit. I 15 serbatoi però non sono il solo pericolo, ma appena l’84% di esso. Il 16% del materiale inquinante infatti si trova al di fuori dei serbatoi e va dalle vernici all’olio della sala macchine, fino agli oli da cucina, molti dei quali già dispersi in mare.

Se la chiazza di cui vi davamo notizia la scorsa settimana non desta preoccupazione, di certo i tecnici non dormono sonni tranquilli, anche perché non sono ancora riusciti ad iniziare i lavori di recupero. Ieri infatti avrebbero dovuto iniziare a praticare il foro d’ingresso nel primo serbatoio da cui sarebbe dovuto essere aspirato il carburante, sostituendolo con l’acqua di mare per bilanciare il peso. Ma la corrente ha spostato la nave di alcuni centimetri e dunque tutto è rimasto ancora una volta bloccato.

L’unico obiettivo è che il naufragio del Concordia non si trasformi in una forte contaminazione dell’ambiente. Visto che la nave potrebbe rimanere un anno, ho chiesto al comitato scientifico di studiare tutte le soluzioni possibili perché la contaminazione non ci sia, o che sia la minore possibile. L’interesse è che il relitto venga rimosso nel modo più indolore

ha spiegato Gabrielli, secondo cui, nella migliore delle ipotesi, entro 7 mesi la Costa Concordia verrà staccata dallo scoglio e portata via. Le alternative sono due: dopo che si saranno svuotati i serbatoi, si potrà tagliare la nave in parti oppure stradicarla dal fondo e trascinarla fino ad un porto sicuro. Ancora dunque non si è deciso il da farsi, certo è che almeno finché il carburante non verrà eliminato rimarremo ancora con il fiato sospeso.

Photo Credits | Getty Images

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