La Nissan progetta un sistema di ricarica per auto elettriche superveloce:

 
Roberto Bosio
22 ottobre 2011
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Non c’è dubbio:  la Nissan si sta impegnando a fondo nello sviluppo di tecnologie legate all’auto elettrica.  Dopo l’uscita della prima vettura completamente elettrica – la Leaf -, la casa automobilistica giapponese ha sviluppato un sistema di ricarica domestica che in meno di trenta minuti porta la batteria all’80% della sua potenza, e una nuova postazione che fa un pieno di elettricità in dieci minuti.

La ricarica superveloce è resa possibile dall’utilizzo di un  condensatore in ossido di tungsteno e vanadio. Due materiali che permette di stoccare e di rilasciare grandi quantità di energia in pochissimo tempo – e il tutto senza dover cambiare batterie in continuazione.
Non sono le uniche innovazioni presentate dalla Nissan:  c’è anche una nuova generazione di pacco a celle di combustibile per i veicoli elettrici Fuel Cell – ovvero quelli che un giorno potrebbero diventare auto a idrogeno.

 

Secondo la casa produttrice, questo nuovo pacco di celle a combustibile dovrebbe garantire un aumento dell’efficienza del sistema oltre ad una crescita della potenza erogata. E il tutto avviene con un prodoto che ha dimensioni più contenute. Si parla di una potenza aumentata di due volte e mezza rispetto al modello precedente – era del 2005 -, con un valore massimo di 2,5 kW/l – record mondiale tra i produttori di auto.

 

Ovviamente per arrivare a progressi così decisi è stato necessario ripensare a diversi elementri strutturali del prodotto, come il  miglioramento dell’insieme membrana-elettrodo.  Ripensare a tutta la produzione ha permesso di ridurre le dimensioni dell’oggetto creato – che ora è grande la metà di prima.  È stato pure ridotto l’impiego di platino nella sua costruzione, determinando una netta variazione in termini di costi del prodotto finale.

La strada percorsa dalla Nissan è senz’altro interessante: realizzare prodotti più efficienti, più piccoli e più economici è sicuramente una prospettiva interessante. Bisogna però capire quale sarà il futuro dell’automobile. Per ora sappiamo solo che entrambe le tecnologie sono ancora in una fase iniziale. Si stima che ci vogliano una decina di anni prima che arrivino sul mercato dei consumatori.

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